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Manolo Portanova, come scritto ieri, è stato condannato anche in appello a 6 anni per violenza sessuale di gruppo (il giocatore ricorrerà in Cassazione). Il centrocampista della Reggiana, in gol anche nello scorso turno contro la Carrarese, è uno dei perni della squadra. La sua presenza per domenica, contro il Padova, sembra essere confermata nonostante il nuovo capitolo scritto ieri di questa vicenda giudiziaria. Sul piano sportivo sarà giudicato solo dopo la conclusione dell’iter penale, quindi della Cassazione: la scelta di farlo giocare o meno è dunque a discrezione della società in prima battuta, e poi dell'allenatore, che valuterà la serenità mentale del giocatore.
Intanto a Firenze, dopo la conferma della sentenza, c’è stato il durissimo sfogo di suo padre, Daniele: «In Italia per arrivare alla verità serve un cadavere da piangere o un bersaglio da colpire e mio figlio è diventato quel bersaglio. È stata emessa una sentenza senza guardare le chat, i video e quelle prove che smentiscono punto su punto una parola che è stata trattata come legge. Perché questo accanimento? Perché un calciatore fa audience? Ci vediamo in Cassazione. A testa alta» ha detto l’ex difensore.
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