Padova Sport Non solo Padova PADOVA AL PLEBISCITO/3 Liccardo: "Ecco perchè dico no alla soluzione di Bitonci"

PADOVA AL PLEBISCITO/3 Liccardo: "Ecco perchè dico no alla soluzione di Bitonci"

Redazione PadovaSport.TV

Nella terza puntata del nostro mini-reportage sullo stadio Plebiscito, raccogliamo il parere dell'avvocato-tifoso Mario Liccardo (pubblicato anche sulle pagine dell'ultimo numero della rivista Biancoscudato):

Da un mese a questa parte è riesploso il tema-stadio. Andiamo con ordine, provando a riassumere i programmi enunciati: atletica non più all’Euganeo ma al Colbachini: perfetto! Come sono cambiati i tempi da quando, 27 anni fa, Nebiolo a Roma (spalleggiato qui da Verrecchia e Ponchio) aveva imposto la pista perché Padova usufruisse dei contributi di Italia ’90. Intanto ci siamo sorbiti 20 anni di pista. Calcio Padova dall’anno prossimo al Plebiscito! Dove presto cominceranno i lavori di messa a norma, per il momento solo con le 2 tribune esistenti (4.000 posti ciascuna), ma nel 2017 con ampliamento della capienza grazie a una curva su un lato piccolo; e poi con una seconda curva per arrivare - si dice - a 14.000 posti, asseritamente sufficienti per la serie B e magari perfino in A. E dell’Euganeo che sarà? Intanto grandi concerti e rugby della Nazionale, poi… si vedrà.

Ma, mi chiedo: non si era partiti dall’annuncio di uno stadio per il Calcio Padova da 25.000 posti mediante rifacimento dell’Euganeo, finanziato da un centro commerciale o strutture simili, comunque in grado di dare ai privati le risorse necessarie per finanziare l’intervento? In tal caso si potevano ipotizzare 2 scenari:

- O un progetto sul modello-Friuli, dove lo stadio è diventato solo da calcio attraverso una ristrutturazione a tappe, organizzata in modo tale che l’Udinese non ha dovuto giocare neppure una partita in altra sede

- O un progetto più radicale che comportasse la necessità, per alcuni mesi o un’intera stagione, di usufruire di un altro impianto.

Inizialmente credevo che si parlasse del Plebiscito in questa seconda ottica, per un trasloco temporaneo; ma poi, improvvisamente è arrivato l’annuncio: l’Euganeo viene abbandonato per sempre ed il calcio si trasferirà (pure per sempre) al Plebiscito. Dico, anzi urlo: NO! I motivi del mio dissenso in breve: va bene che allo stadio ci va sempre meno gente, ma davvero si pensa che 14.000 sia una capienza adeguata per un Padova in serie B o addirittura in A? E siamo sicuri che con le severe normative di sicurezza per i campionati professionisti,lì dove c’è l’attuale Plebiscito si potrà arrivare a quella capienza? Che tipo di stadio ”da calcio” vogliamo, per puntare ad un futuro minimamente ambizioso? Fatto solo di 4 tribune (2 delle quali magari metalliche) “come una volta” (cioè scala per salire e scendere, spalti e  nessun servizio) o dotato di una serie di comfort, sale ritrovo e ristoro ecc, in linea con gli anni 2.000 inoltrati e con gli esempi più avanzati? Ed in tal caso dov’è lo spazio al Plebiscito per dotarlo di questi comfort? In quel contesto è pensabile un assalto domenicale anche solo di 10/14.000 tifosi di calcio, mischiati a ragazzini e ragazzine che vanno a pattinare all’adiacente stadio del ghiaccio o a  vedere il baseball o la pallanuoto? I parcheggi adeguati  a tali masse dove sono? Forse nelle stradine dell’Arcella o di Mortise? auguri, residenti! E le strade di accesso? 1 sola, con 4 imbuti pazzeschi: Pontevigodarzere e Stanga alle estremità con Grassi/Maroncelli e D’avanzo/Plebiscito in mezzo. Se vogliamo dissuadere definitivamente  la gente dall’andare allo stadio, d’accordo: il deterrente sarà ottimo! A me piacerebbe uno stadio “da calcio”, non frutto di un ripiego ma completamente diverso, ben accessibile, all’avanguardia architettonicamente e nei servizi, con una capienza tale da favorire prezzi popolari: il Plebiscito non potrà mai essere tale! Un’ultima postilla: farei un monumento a Zed per essere riuscito a far diventare Padova ombelico di tutto il nordest (e non solo), per i  grandi spettacoli musicali. E sono convinto perciò che bisogna aiutarlo a trovare una soluzione più strutturata e capiente per il Geox e magari meno estemporanea per i concerti estivi. Ma la soluzione non può essere improvvisata e non può passare attraverso un’ulteriore penalizzazione dei tifosi del calcio Padova: ieri subordinati all’atletica, oggi a concerti e rugby. Sono invece convinto che – mettendoci un  po’ di ingegno – si possa trovare il modo di conciliare in modo sinergico le diverse esigenze. Ma bisogna studiarci su senza approssimazione.

Prima tappa: il Calcio Padova l’anno venturo resti all’Euganeo; nel frattempo si portino alla luce del sole opzioni e progetti relativi ad entrambe le aree, e si sposti semmai il Calcio Padova solo se e quando ci sarà un progetto approvato e pronto a partire, che ne imponesse il temporaneo trasloco. Se su questa prima opzione qualcuno non vorrà sentire ragioni, cari tifosi biancoscudati vorrà dire che ci sono altre opzioni che passano sulla nostra testa e perciò rassegnamoci ad una vita da serie inferiori!