Totò: "Ripartiremo con lo spirito di Trieste"
Scalpita Totò. Meno di un mese di vacanza e già fiorisce la voglia di indossare le scarpe e tornare a calciare il pallone. Tutto in attesa del campionato che scatterà il 22 agosto e che vedrà di nuovo in B i biancoscudati. Antonio Di Nardo si appresta a vivere la quarta stagione da attaccante del Padova e il bomber dello scorso campionato sentenzia in fretta: «Stop al magone fino all’ultima giornata».
Di Nardo, pronto a ricominciare?
«Prontissimo. Anzi direi che non vedo l’ora. E’ passato solo un mese dalla notte di Trieste, ma ho ricaricato le pile a sufficienza. Chi fa questo mestiere scalpita in attesa di ricominciare allenamenti e partite».
Dallo spareggio al Rocco tante cose sono cambiate, se lo aspettava?
«Diciamo che era nell’aria e la salvezza ai play out non sarebbe comunque bastata a evitare di modificare alcune cose. Nel calcio è un iter normale. Dispiace per chi ci ha lasciato, ma adesso si guarda avanti».
Via Sabatini, c’è Calori…
«Non lo conosco direttamente, in tanti me ne hanno parlato positivamente. So che è un tecnico molto preparato. Potrà fare bene».
Via De Franceschi, dentro Foschi…
«E’ un direttore sportivo di grande esperienza, che conosce il calcio come pochi. Lui da molte garanzie».
Da dove riparte Di Nardo?
«Da una grande voglia di fare bene con questa maglia».
E il Padova?
«Da un anno travagliato di B e dalla consapevolezza di non potersi più permettere gli errori commessi nel passato. Cercheremo di mettere in campo lo spirito visto a Trieste nella gara di ritorno. Concentrazione, voglia, unità, zero centimetri concessi agli avversari. Non sarà facile riuscirci per tutto il campionato, ma è un buon punto di partenza. L’essenziale è avere la consapevolezza di essere protagonisti».
Il mercato ancora è statico e i biancoscudati puntano sui giovani, che ne pensa?
«Se si eccettuano Siena, Atalanta e Torino le altre sono tutte in attesa. Questa è una piazza giusta per valorizzare i baby talenti, non metto bocca sulle scelte, ma sono sicuro che siano azzeccate».
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