Padova Sport Rubriche L'angolo tattico DERBY, LA TRAPPOLA DEL CITTADELLA

DERBY, LA TRAPPOLA DEL CITTADELLA

Redazione PadovaSport.TV
Nato a Padova l'11 ottobre 1975. Prima firma della pagina sportiva del Corriere del Veneto e telecronista di Dahlia Tv per il campionato di serie A. Ha collaborato con Il Corriere dello Sport, Il Mattino di Napoli, RTL 102.5, Sky e La7.


Dieci punti di distacco (47 a 37), una piccola voragine. Dieci punti, quanto basta al Cittadella per preparare la trappola perfetta. Perché hai voglia a dire che « la mente dev'essere libera da condizionamenti », come ricorda Totò Di Nardo, o che « non dobbiamo pensare alla classifica, ma solo a vincere », come chiarisce Vasco Faisca. La verità è che quando non hai l'acqua alla gola e puoi preparare una partita senza l'assillo di dover fare risultato a tutti i costi, entri in campo con un atteggiamento completamente diverso e magari ti riescono giocate che altrimenti non proveresti nemmeno. Ha ragione Nello Di Costanzo, quando dice che il confine fra successo e fallimento per lui è sottilissimo. Da quando è arrivato lotta con una rosa che ha qualche lacuna importante (tre seconde punte, un solo centravanti che peraltro ha sempre segnato pochissimo, pochi esterni di ruolo, troppi centrali, sia dietro che in mezzo) e fa i conti con limiti strutturali oggettivamente invalicabili. Deve gestire l'emergenza come può, ossia limitando i danni, aspettando tempi migliori e magari la conferma a fine stagione dopo aver blindato una faticosa salvezza. Il derby dell'Euganeo ha una chiave precisa che apre la cassaforte dei tre punti: gli esterni. Non è dato sapere se nel Cittadella giocheranno Pettinari e Bellazzini, o se uno dei due farà posto a Oliveira o Volpe. Foscarini gioca a carte coperte, ma sa che al Padova mancheranno Renzetti e Italiano, oltre a Cuffa. Pedine importanti, che costringeranno Di Costanzo a inventare nuove laboriose alchimie, come quella di Patrascu schierato a sinistra in un ruolo che il rumeno non gradisce troppo pur avendolo ricoperto a Piacenza. Trevisan esterno basso è un rischio obbligatorio da correre, ma è in quella zona che il Cittadella può vincere la partita. Ardemagni e Iunco, infatti, segnano tanto (27 gol in due, bottino mostruoso a questi livelli) anche perché assistiti magnificamente da un centrocampo in eterno movimento e in grado di trasformarsi a seconda delle esigenze di giornata. Difficile individuare un favorito, ma di sicuro al momento il Cittadella sta meglio, sia come morale, sia come condizione fisica. Il Padovaha un jolly importante da giocarsi: la disabitudine granata a ragionare in grande e magari la sfrontatezza di qualche talento (Bonaventura) sinora utilizzato col contagocce. Poi, certo, si aspetta sempre Vantaggiato. Non può fare miracoli, ha superato diversi infortuni, ha segnato appena un gol in quasi due mesi e mezzo di Padova. Forse il problema sta proprio in quella presentazione tanto pomposa, quanto esagerata: « E' il miglior attaccante della serie B », disse il ds Ivone De Franceschi nel giorno della sua presentazione. No, Vantaggiato non è il miglior attaccante della B. E' un buon giocatore che può ancora fare molto per il Padova e che sembra sempre sul punto di spaccare il mondo. Nessuno lo vuole caricare di eccessive responsabilità, ma il tempo passa e c'è un disperato bisogno dei suoi gol. Perché il precipizio è sempre lì a un passo. E cadere giù di sotto un rischio sempre attuale.