E adesso la punta
Siamo al gran ballo del mercato e, come in ogni mercato che si rispetti, c'è di tutto. C'è chi vende e c'è chi compra, chi racconta sciocchezze, chi vende fumo, chi davvero ha dei pezzi pregiati e ricercati, chi pensa di sapere la verità e in realtà ne sa soltanto dei frammenti (o peggio, nulla) chi offre affari a prezzi di saldo, chi tenta di rifilare fregature o giù di lì. Non fatevi fuorviare dai titoli sparati o dalle certezze granitiche di questo o quel quotidiano, diffidate da chi dice di sapere sempre tutto. Nel calcio, finché non ci sono le firme, il banco può sempre saltare, figuriamoci quando le strette di mano ancora latitano. Per poter dire "è fatta" bisogna che siano d'accordo in tre: la società che compra, quella che vende, il giocatore. Se manca una di queste componenti hai voglia a dire che è fatta... Un po' di prudenza è il minimo, si rischiano figuracce cosmiche....
Di esempi, vicini e lontani, ce ne sono a bizzeffe. Mandorlini, Giannini, Zanzi, Calori, Cherubin, Capozucca, Ardemagni, Succi, Troiano. A Padova, in questo senso, siamo campioni del mondo. Avete letto che era stato preso Mandorlini e poi Mandorlini rimaneva come se nulla fosse al Cluj, avete preso atto che per qualcuno era fatta con Giannini e poi Giannini (chissà perché) è finito al Verona, che con Zanzi era già tutto definito e invece Zanzi è ancora a Ravenna che aspetta, che Calori era il nuovo allenatore del Padova, quando ancora il Portogruaro (con cui dopotutto era sotto contratto) doveva dargli il via libera, che Ardemagni e Pettinari avevano scelto la Sampdoria, che Succi ha già scelto il Padova, che Cherubin era già del Bologna e a distanza di cinque giorni non c'è ancora l'annuncio ufficiale, che Troiano era praticamente un giocatore del Padova (con tanto di cifre snocciolate come fossero caramelline) e poi Troiano ha firmato per il Sassuolo. Potrei continuare a lungo, rischierei solo di annoiarvi a morte.
La spiegazione di quanto accaduto è semplicissima. Mancava l'assenso di una delle tre parti in causa. Nulla di più. E badate bene, mica vi sto dicendo che alla fine certi affari non sono andati in porto. Solo che quando trovate scritto “è fatta”, dubitate più di una volta e, se volete la verità, confrontate diverse fonti per capire chi “spara” e chi invece cerca, con grandi sforzi, di raccontarvi quello che accade. Per quanto mi riguarda, ho avuto la fortuna di poter imparare il mestiere da un vero maestro della professione, Alfredo Pedullà. Col Corriere dello Sport ho collaborato sei anni, quando lui era caporedattore della serie B e ho avuto la possibilità di rubare qualche segreto del mestiere. Il mercato è una cosa seria, dice giustamente Alfredo, a forza di annunciare affari che poi non si realizzano, poi si finisce con il disilludere la gente. Nulla di cui stupirsi se poi vieni considerato un “ venditore di fumo”, giusto che sia così.
La mia politica è quella del basso profilo. Preferisco mettere un nome in meno, piuttosto che farne decine e poi un giorno, quando fra venti ipotesi “mollate” sui giornali magari se ne realizza una, annunciare tronfio: “Come vi avevamo anticipato”. Frase odiosa, che ai lettori non interessa minimamente, è solo un messaggio in codice per la concorrenza di chi gonfia il petto e vuole dirti: «Hai visto? Io ti ho bruciato, io sono stato più bravo».
Tutto questo per arrivare al punto, che interessa invece tanti lettori che mi scrivono e mi chiedono. Ma il Padova chi prenderà come centravanti? Comincio dicendo che Rino Foschi, come mi aspettavo, sinora ha fatto un lavoro superbo. Ha preso i giocatori giusti nei ruoli giusti, ha preso gente che sa giocare in più posizioni, in modo tale da permettere a Calori di cambiare all'occorrenza anche il modulo, oltre agli interpreti. Manca un ultimo tassello, il più importante, perché l'anno scorso abbiamo visto cosa significa sbagliare gli acquisti nel reparto offensivo. Innanzitutto attenzione alle parole e ai ruoli. Succi non è un centravanti puro, è il classico “numero 11”, quello che una volta affiancava “il numero 9” nell'attacco a due punte. Poi può anche fare la prima punta, ma questo è un altro discorso. Per questo vi dico che non c'è nulla di definito, che chi qualche giorno fa scrisse che il Padova lo aveva già preso vi stava raccontando una grande bugia e adesso è costretto a fare marcia indietro. Il giocatore per adesso sta cercando di rimanere in serie A e, semmai, bisognerà aspettare una settimana, dieci giorni, forse di più perché Succi si convinca che il Padova può rappresentare la piazza giusta dove rilanciarsi. Un centravanti vero è Gianmarco Zigoni: uno capace di fare gol al debutto in serie B, vorrà pur dire qualcosa. Il Genoa lo ha preso in comproprietà dal Milan, ma in rosa ha un esercito di attaccanti e potrebbe decidere, in nome della Santa Alleanza Preziosi – Cestaro, di darlo in prestito al Padova a pochi giorni dal via della stagione per farsi le ossa per una stagione. Una possibilità, si badi bene, non una certezza. Doveva accadere la stessa cosa con Legati (comproprietà Genoa – Milan, prestito al Padova), alla fine hanno trovato un'altra soluzione. Foschi è alla finestra: «Zigoni mi piace tantissimo, lo seguo da tanti anni: Bisognerà capire le intenzioni del Genoa, vediamo cosa succederà».
Il sogno sarebbe Budan, che lascerà sicuramente il Palermo, ma che si è operato una decina di giorni fa per l'ottava volta in carriera al ginocchio e che guadagna tantissimo. Difficile, difficilissimo. Come difficile sarà arrivare a Graziano Pellè, che percepisce 700.000 euro all'Az Alkmaar e che è inseguito da squadre di serie A. Se Plasmati vince in tribunale col Catania e si svincola a parametro zero il Padova è un'opzione privilegiata, Pellicori è solo uno dei tanti. Poi bisogna vedere se Vantaggiato rimarrà oppure andrà via. Se il Padova trovasse una squadra disposta a investire (il Cesena nicchia), non ci penserebbe due volte a procedere in questo senso. A quel punto magari potrebbero arrivare sia Succi (sarebbe un ritorno) che Zigoni, una seconda e una prima punta, ma occhio alla sorpresa perché Foschi sta battendo in questi giorni anche una pista estera. Alla resa dei conti il Padova 2010-2011 sarebbe pronto a stupire e a cancellare un anno di sofferenza pura, oltre ogni ragionevole limite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA