Padova Sport Rubriche Promozioni PdSport Lasagna, Caprari e le tre retrocesse. Quanta Serie A c'è nella B del Padova

Lasagna, Caprari e le tre retrocesse. Quanta Serie A c'è nella B del Padova

Redazione PadovaSport.TV

La vittoria di Pisa ha detto tante cose, ma una su tutte salta agli occhi riguardando la distinta. Il Padova ha cominciato il campionato con un attacco che fino a pochissimo tempo fa giocava la domenica in Serie A. Lasagna-Caprari dal primo minuto all'Arena Garibaldi non è un tandem qualsiasi per la categoria, e non è nemmeno un caso isolato. La Serie B 2026/27 è piena di gente scesa dal piano di sopra, e per il tifoso biancoscudato questa stagione avrà un sapore diverso anche per questo.

Il tandem che si ricompone

Le carriere dei due si erano già incrociate, e proprio nella massima serie: nel Verona 2021/22 c'erano entrambi, con Caprari autore di una stagione da 12 gol e 7 assist che resta il suo picco. Lasagna in A ci era arrivato dal Carpi e ci ha costruito un decennio, cinque stagioni di Udinese comprese. Uno è a Padova dall'anno scorso e nella scorsa B ha messo insieme 25 presenze, l'altro è sbarcato a gennaio dal Monza, e mister Calabrò li ha messi in coppia dal primo giorno, come si era capito già dalla probabile formazione della vigilia. Per il livello medio degli attacchi di B, un lusso.

Un girone pieno di volti noti

Il sabato all'Euganeo, del resto, non cancella la domenica in poltrona. Chi vuole tenere d'occhio la categoria appena lasciata da Lasagna e compagni può passare dai riepiloghi tv della domenica sera, dall'approfondimento sulle partite di Serie A che si rinnova a ogni turno di campionato, o dalle classiche pagelle del lunedì mattina. Il paragone tra i due mondi, quest'anno, sarà un esercizio quasi quotidiano.

Anche perché dalla massima serie sono scese in tre, e i nomi pesano tutti. Il Pisa appena battuto schiera davanti un altro ex della A come Petagna, la Cremonese dei ping-pong tra A e B è una vecchia conoscenza della categoria, e soprattutto c'è l'Hellas Verona, che il calendario ha piazzato subito sulla strada dei biancoscudati: il derby veneto arriva già alla seconda giornata, ed è il confronto più atteso per rivalità e blasone. Tre piazze che portano in dote rose costruite pensando alla A, pubblici abituati ai grandi palcoscenici e la pressione di chi deve risalire subito. Per il botteghino saranno serate da segnare in rosso sul calendario.

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Per il Padova il primo effetto è un livello che si alza, con punti salvezza che costeranno più fatica. La vetrina però vale il rischio. Dopo la salvezza sudata della scorsa primavera, i biancoscudati si presentano ai nastri di partenza con una coppia d'attacco che la B si può permettere di rado, e la serata dell'Arena Garibaldi ha mostrato una squadra già compatta nonostante il nuovo allenatore e più di metà dei titolari cambiati rispetto a un anno fa. Una compattezza che alla vigilia non era affatto scontata.

Guai però a montarsi la testa dopo novanta minuti. La B insegna che i nomi, da soli, non hanno mai vinto una partita, e il campionato dei grandi ex va affrontato con l'umiltà di chi i conti li fa a maggio. La rincorsa di Verona e Cremonese partirà forte, il Pisa vorrà subito cancellare l'esordio storto, e il Padova farà bene a considerarsi guastafeste più che protagonista designato. Se il tandem regge, all'Euganeo ci si può togliere qualche soddisfazione. La stagione comincia adesso, e trentotto giornate sono lunghe per tutti. Come sempre, lo dirà il campo.

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