Il Cittadella batte il Sudtirol e… la nebbia. Più che una partita di calcio, valida per il secondo turno della Coppa Italia di Lega Pro, quella disputata ieri pomeriggio al Tombolato è sembrata ad un certo punto la riedizione di un film di Fantozzi: quello del «Filini, batti lei», in cui i due giocano a tennis senza vederci un’acca. Già dalla metà del secondo tempo una spessa coltre di nebbia ha avvolto lo stadio, rendendo l’atmosfera surreale. Di cose da raccontare ce ne sarebbero state, dalla tripletta di un redivivo Coralli alla verve di Bizzotto. Ma, dopo la prima ora, non è stato più calcio quello andato in scena sotto gli occhi dei 216 infreddoliti presenti, bensì una rappresentazione da teatro dell’assurdo, che, in fondo, si sarebbe potuta evitare con un po’ di buonsenso. Sarebbe bastato che il signor Capone di Palermo non avesse concesso il rigore del 3-3 che ha chiuso i tempi regolamentari e prolungato l’agonìa: il fallo di Bobb, nell’occasione, è parso iniziare almeno un metro fuori dall’area. A viso aperto. Come previsto, ampio ricorso al turnover da parte dei due allenatori. Venturato manda in campo due giovani come l’eclettico Amato, utilizzato da terzino destro, e Caccin, mezz’ala sullo stesso lato, con Bobb nei panni del regista “alla Iori”. Stroppa risponde rinunciando alla difesa a tre e schierando quattro under 18. L’idea dei due tecnici è quella di dare spazio a chi, sinora, ne ha avuto di meno, e gli interpreti in campo interpretano al meglio lo spartito, senza risparmiarsi. Addirittura una dozzina le occasioni da gol della prima frazione, con il Citta che nel complesso tiene di più il controllo del gioco ma con gli altoatesini pericolosi. Sono proprio gli ospiti a sbloccare il risultato con Tessaro, abile ad approfittare di un’uscita non impeccabile di Vaccarecci, dopo un tiro-cross di Bandini, poco dopo la mezz’ora. La reazione è immediata, protagonista Bizzotto, che fa tutto da solo, portando a spasso un paio di difensori prima di infilare Demetz con un chirurgico diagonale di sinistro. Cinque minuti più tardi, un sontuoso lancio dalle retrovie di Sgrigna mette Coralli a tu per tu con il portiere: “Ciccio” si dimostra freddo, lo salta allungandosi il pallone con la testa e sigla il 2-1 a porta vuota. Tripletta Coralli. Nella ripresa a farla da assoluta padrona è la nebbia. Le emozioni si rincorrono, con la visibilità che cala progressivamente. Il Sudtirol spinge di più, dando modo a Vaccarecci di riscattarsi con un paio di interventi spettacolari. L’entrata fuori tempo di Lora su Kirilov gli costa il “rosso” diretto. Una trattenuta di Melchiori su Cappelletti porta al 3-1 firmato su rigore da Coralli, che, poco prima, aveva anche salvato un gol sulla linea. Dopo un’uscita incerta di Vaccarecci, Amato devia nella propria porta un cross da destra, per il 3-2. Un intervento di Bobb sul lato corto dell’area, iniziato a tutti gli effetti al di fuori, viene sanzionato con un altro penalty, trasformato da Kirilov. Ma, a quel punto, già si fatica a distinguere gli uomini in campo. Il signor Capone decide di andare avanti comunque. Supplementari. Coralli trova la tripletta con una deviazione sotto porta. Il 5-3 è di Amato, che si fa perdonare l’autogol con una botta da fuori che s’insacca nel “sette”: peccato che il suo primo centro da professionista non sia stato visto quasi da nessuno. «I miei 23 titolari». «Finché è stato possibile giocare, è stata una bella partita», il commento di Roberto Venturato. «Sono contento della prestazione di tutti, la mia idea è quella di avere 23 titolari. Mi spiace solo di essere arrivato ai supplementari: sono minuti in più sulle gambe che rischiano di pesare in vista della gara di domenica pomeriggio con il Mantova».
Coppa Italia: battaglia nella nebbia, alla fine vince il Cittadella
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