Non è frequente che le prestazioni di un giocatore riescano a creare divergenze così nette di opinione tra il pubblico di una squadra. E' il caso di Enrico Bearzotti ('96) arrivato a Padova grazie alla "sponsorizzazione" di Carmine Parlato. Ieri vi abbiamo parlato della sua crescita e della sua ultima buona prestazione contro il Pordenone, considerazioni che hanno spinto molti di voi a commentare (via mail e sulla nostra pagina facebook). Pietro scrive: "Ma che partite guardate? L'unica nota positiva di Bearzotti sarebbe la sua cessione a gennaio", gli fa eco Henry: "Io proprio non capisco questo incaponirsi con Bearzotti, che oltretutto viene sempre sostituito dopo un'ora ad ogni partita, e non perchè aveva la lingua fuori ma perchè non combinava niente. Perchè gioca sempre titolare? In allenamento sembra Maradona? Ci sono figli e figliastri per Parlato? Ci pagano un cesto di sopressa e mostarda ad ogni presenza?". Ironia a parte c'è chi spiega, come Mirco, che serve ben altro in Lega Pro: "E' vero che sta migliorando, probabilmente farà una discreta carriera ma al momento non fa per noi, forse avrebbe bisogno di una stagione da titolare in serie D". Poi chi lo difende a spada tratta: "Chi critica Bearzotti - scrive Mauro - non capisce nulla di calcio, un attaccante non deve solo segnare. Quel compito dovrebbe essere di altri suoi compagni di reparto, lui il suo lavoro lo fa eccome". Oppure Vania ("Non siete mai contenti") e Roberto ("A Padova la gente pensa che debbano venire i fenomeni, Bearzotti va più che bene quest'anno"). Aldilà delle (controverse) prestazioni di Enrico Bearzotti, resta il dato oggettivo di un attacco piuttosto sterile fin adesso. Un dato che per forza di cose mister Parlato è chiamato a migliorare, viceversa si farà fatica a uscire da queste pericolose sabbie mobili.
Bearzotti divide: il pubblico padovano lo critica e lo esalta nello stesso tempo
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