“Cucchiaino”. Sussurra Josè crespo al tavolino del bar a Villabassa, prendendo in mano la posata. Lo sguardo è spaesato, teme di aver fatto una gaffe. 'Bravissimo! Avete visto che sta già imparando?' Esulta Cuffa complimentandosi col compagno che ammicca compiaciuto e sorride, mostrando quei dentoni che, giurano le sue fans, faranno innamorare anche le padovane. S'impara a tavola l'italiano per Josè Angel Crespo. Lo ha deciso il suo tutor Cuffa che, tra una foto con la nuova maglia e un tunnel a Cottafava, ha anche il tempo di fare il maestro. E, a giudicare dai risultati, gli riesce altrettanto bene. “Cerchiamo spesso di stare insieme così se non capisce qualcosa lo aiuto- spiega l'argentino- A tavola però ci sediamo ai due lati opposti. Così sente parlare solo italiano e lo apprende in fretta”. “Forchetta, coltello” continua un Crespo sempre più a suo agio, tra le risate generali. I compagni ormai l'hanno adottato come mascotte. Qualcuno in allenamento lo chiama Hernan: “Me l'aspettavo, succedeva anche in Spagna” ride l'esterno. C è chi azzarda due frasi in spagnolo e chi, come Cesar, si offre di parlare in portoghese se dovesse essere d'aiuto. Crespo però vuole solo sentire l'italiano, che capisce già senza troppi problemi. “Non ho difficoltà in allenamento. Mister e compagni mi hanno accolto subito alla grande, facilitando il mio inserimento. I metodi di lavoro, poi, sono simili a quelli spagnoli”. La squadra come le sembra? “Buona, giovane e di qualità. Scendere di categoria non rappresenta per me un passo indietro, bensì un punto di partenza fondamentale per la mia crescita definitiva”. Obiettivo stagionale? “Restiamo coi piedi per terra e facciamo un passo alla volta”. La diplomazia non ha confini. Allora ipotizziamo. Se dovesse arrivare la serie A con il Padova e il Siviglia la rivolesse indietro (ha un opzione per riprenderlo a fine stagione) cosa sceglierebbe? “Tra la Liga e il massimo campionato italiano sceglierei di restare, perché è il Padova che ha creduto più di tutti in me”. E qui il tutor sorride soddisfatto. “Si adatterà in fretta- spiega Cuffa- e magari imparerà anche il dialetto. Camisa, scujero, il veneto è simile allo spagnolo. Che dici Josè, imparerai anche il dialetto?” Qui lo sguardo del terzino torna perplesso. Meglio un passo alla volta.
Crespo, l'Italiano a tavola
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