Padova Sport Tutto Padova Il mal di pancia di Portin: "Situazione a Padova negativa, a fine stagione valuteremo"

Il mal di pancia di Portin: "Situazione a Padova negativa, a fine stagione valuteremo"

Redazione PadovaSport.TV


Era stato presentato come il vero colpo dell'estate (arrivò all'ultimo giorno di mercato), oggi Jonas Portin siede spesso e volentieri in tribuna. La parabola discendente del difensore finlandese, acquistato in comproprietà dall'Ascoli ad agosto per un milione e mezzo, ha diverse cause. La pubalgia innanzitutto, che ne ha rallentato la crescita professionale e la piena maturazione, la "sfortuna" in secondo luogo di avere compagni di reparto che non sbagliano un colpo. Jonas rimane un difensore di alto livello, come conferma anche la recente convocazione in nazionale, che deve fare i conti però con lo stato attuale delle cose: "La scorsa stagione – racconta Portin al quotidiano finlandese Iltalethi – sono stato costretto a rifiutare tre volte la convocazione in Nazionale a causa della pubalgia, che nel corso dei mesi si è acuita fino a diventare un vero e proprio incubo. A un certo punto nessuna cura è stata veramente efficace, al punto che prendevo soltanto antinfiammatori e antidolorifici per tentare di stare meglio. Adesso, dopo un lungo periodo bruttissimo, posso dire di stare bene e di essere al 100%. Solo talvolta ricompare il dolore, ma non è più intenso come prima”. Con il cambio in panchina, Dal Canto al posto di Calori, lo spazio a Padova è diminuito sensibilmente: “Con Calori avevo iniziato a giocare e mi ero conquistato il posto da titolare, purtroppo però poi ho avuto una ricaduta e sono stato costretto a fermarmi ancora. Successivamente la società lo ha esonerato e per me la situazione è diventata davvero negativa. Oltretutto il Padova sta facendo benissimo e non posso biasimare Dal Canto per il fatto di insistere sui miei compagni che stanno facendo bene”. Portin non si sbilancia sul futuro: “Sinceramente non ho idea di cosa farò, ho un contratto con il Padova, ma a fine stagione valuteremo il da farsi. In ogni caso penso di giocare ancora qualche anno all’estero, almeno cinque se potrò...”.