A MENTE FREDDA | Bari-Padova - L'esperienza
Sabato a Bari quello che è mancato per portare a casa tre punti (o anche uno) è stata l'esperienza.
L'esperienza di giocare partite così, dove l'altra squadra è in chiara difficoltà mentale e quello che non gli devi concedere è un episodio che cambia radicalmente la partita.Sabato il Bari non avrebbe mai segnato se non su palla inattiva, non riusciva a creare nulla e in quei casi l'unica cosa che non devi concedere sono calci piazzati. Tralasciamo il fatto che i biancoscudati avrebbero dovuto chiuderla, azzannare la preda, segnare il secondo gol e terminare il lavoro. Può succedere che per sfortuna o imprecisione ciò non accada ma a quel punto se stai comunque controllando senza problemi la partita non puoi permetterti di (nell'ordine):
- perdere un rimpallo al limite dell'area con la difesa schierata che lascia passare un pallone sanguinoso
- atterrare un giocatore a cinque metri dalla porta concedendo il calcio di rigore e restando in 10
- concedere un corner e lasciare agli avversari il facile scambio per il due contro uno
- far marcare un giocatore di 2 metri da uno 20 cm più basso permettendogli di saltare libero a cinque metri dalla porta
Mister Andreoletti in tempi non sospetti, ovvero post Padova-Avellino aveva detto che la squadra non era in grado di gestire le partite e doveva sempre premere sull'acceleratore.
Ecco questa ne è una triste conferma, ma giocare spingendo ai 100 all'ora costantemente non è umanamente possibile, quindi una sorta di equilibrio sopra la follia andrà trovato.
La sosta, una novità per i biancoscudati rispetto alle ultime stagioni, consentirà di lavorare. Più che sulla condizione fisica bisogna lavorare sulla tenuta mentale per farsi trovare pronti e far si che l'esperienza non diventi un problema costante.
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