I nuovi acquisti biancoscudati. Matteo Lovato: il muro padovano torna a casa
Nello stesso giorno dell'ufficialità di Matteo Cocchi in biancoscudato è arrivato un altro Matteo, questa volta però, come sottolineato nella presentazione di ieri, più che un nuovo arrivo si tratta di un ritorno.
Matteo Lovato difatti è cresciuto proprio nel settore giovanile del Padova prima di spiccare il volo verso altri lidi. Difensore compatto e roccioso si trova a suo agio sia in una linea a quattro che come perno o "braccetto" di una difesa a tre. Con i suoi 188 cm di altezza e una spiccata elevazione, è molto bravo nel gioco aereo. Aggressivo e con buon tempismo ama il contatto fisico e la marcatura a uomo (Juric lo volle al Verona per questo). È un centrale che si fa sentire, guida la linea con voce e carisma, trasmettendo sicurezza a tutto il reparto arretrato.
Padovano DOC (nato a Monselice il 14 febbraio 2000), il centrale difensivo torna a vestire i colori delle proprie origini nel pieno della maturità calcistica, portando in dote un bagaglio pesante fatto di tanta Serie A, esperienza e una fisicità che sarà molto utile nello scacchiere di mister Calabro.
Dopo aver esordito con i professionisti nel Padova di mister Sullo che lo lanciò in Prima squadra a soli 19 anni, attira subito le attenzioni dell'Hellas che lo acquista già nel mercato invernale facendolo esordire in serie A. Le suo ottime prestazioni gli valgono la chiamata dell'Atalanta che sborsa 8 milioni più 3 di bonus per accaparrarselo e dove esordirà anche in Champions League nientemeno che all'Old Trafford contro il Manchester United. Non avendo troppo spazio a gennaio va in prestito al Cagliari dove in un'annata non troppo fortunata viene retrocesso all'ultima giornata.
A fine stagione lo acquista la Salernitana con la quale disputa un'anno e mezzo di Serie A prima di trasferirsi in prestito al Torino. Altri due prestiti in cadetteria prima al Sassuolo con il quale vince il campionato e poi con l'Empoli nell'ultima stagione completano il suo percorso fin qui.
Visti i problemi del club campano, bloccato in serie C, a fine campionato resta svincolato e il 22 luglio 2026 torna ufficialmente ad essere un giocatore del Calcio Padova. Per mister Calabro un innesto importante da 90 presenze in serie A che sa già cosa significa indossare la maglia del Padova e che conosce benissimo piazza e società. A lui ora il compito e l'ambizione di riportare il Biancoscudo su palcoscenici più prestigiosi.
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