Calabro si presenta: "Qui ho subito sentito vibrazioni positive. Voglio una squadra aggressiva e determinata"
In diretta dalla sala stampa dello Stadio Euganeo la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Padova Antonio Calabro in cui sono intervenuti anche il presidente Peghin e il direttore Mirabelli che ha parlato del mercato biancoscudato.
Peghin: "Domani la squadra partirà per il ritiro, una delle novità è la località che ci permetterà di coinvolgere maggiormente sia i tifosi sia il territorio che in questa sede è più ricettivo per attività. Inizia un nuovo ciclo dopo quello che ci ha visto negli ultimi due anni conquistare la Serie B e mantenerla l'anno scorso. Vedo che c'è molto entusiasmo in città e la totale padovanità della proprietà ha aumentato anche questo sentore tra i tifosi. Oltre al rifacimento della tribuna autorità e ai nuovi box per inizio stagione crediamo sarà possibile un aumento della capienza superiore ai 12.000 spettatori, tra poco partirà la campagna abbonamenti e spero che i tifosi ci portino il nuovo record di questi ultimi anni. La società si è data degli obiettivi di crescita, in serie B non si può dare nulla per scontato, certamente il nostro obiettivo è quello di crescere e far meglio dell'anno scorso seminando per una buona prospettiva a lungo termine senza voler sparare obiettivi espliciti".
Mirabelli: "Oggi è il giorno del nostro nuovo mister. Abbiamo avuto la fortuna che al momento della scelta in tanti volevano venire a Padova ma noi avevamo in mente l'identikit di un allenatore preparato e che ci potesse accompagnare nel nostro percorso. Oggi noi arriviamo da momenti delicati, non essendo una corazzata abbiamo comunque conquistato la serie B e l'abbiamo mantenuta. Oggi vogliamo un condottiero che abbia le giuste ambizioni, come lo sono le nostre, l'obiettivo è fare un percorso che porti la squadra in serie A, non quest'anno ma crescendo e lavorando quotidianamente assieme a tutta la società per porre intanto le basi solide che poi nel lungo periodo ci permetteranno di essere pronti. Questo per noi è l'anno zero, non dobbiamo essere presuntuosi o superficiali perchè poi succede quello che è successo a tante società negli ultimi anni nonostante super investimenti. Vogliamo costruire mattoncino dopo mattoncino per far si che questa società abbia questo obiettivo e sia in grado con umiltà di essere pronta a lottare per raggiungerlo non so tra quanti anni ma di sicuro la scelta di questo allenatore va in questa direzione. Eravamo tra le squadre più anziane della serie B, l'intenzione è di svecchiare la squadra, per questo vi posso dire che il Papu Gomez non rientra nei piani della società, è una persona fantastica con cui siamo stati bene ma da un punto di vista tecnico non fa più parte del progetto. Vedremo quando troverà un'altra squadra altrimenti rispetteremo l'anno di contratto e si allenerà con noi magari senza essere messo in lista. Chi si aspettava i botti subito ad inizio mercato sarà rimasto deluso ma noi abbiamo ben chiare le nostre idee con i nostri tempi, non abbiamo fretta e sappiamo che è un mercato lungo sul quale vogliamo raggiungere tutti gli obiettivi che assieme con il mister ci siamo prefissati. Abbiamo dato al mister una bella responsabilità ma lui se la prende con coraggio e con le caratteristiche. Papu? Ripeto è una persona eccezionale e vorrebbe rimanere per giocarsi le sue carte, e questo ci inorgoglisce, dobbiamo però rispettare delle liste e per quelli che sono i nostri programmi non rientra in questa lista. Spero per lui che troverà una sistemazione adeguata, altrimenti potrà allenarsi con noi senza problemi. Rosa? Posso dire che non abbiamo ancora fatto nulla in questo mercato, dobbiamo ancora iniziare. Zanimacchia è un giocatore importante che ci dà la possibilità di rinnovare i quinti su avevamo necessità di lavorare e che sposa in toto le caratteristiche che il mister ci chiedeva. Ce ne mancheranno altri due da prendere, dell'anno scorso rimarrà solo Capelli che tra l'altro proprio oggi ha rinnovato. Davanti? Per prendere nomi importanti dobbiamo aspettare incastri che si muoveranno una volta che dalla serie A ci saranno i primi movimenti che di solito prima di metà agosto non avvengono. Dietro dobbiamo prendere altri due giocatori, anche in mezzo ci serve qualcosa considerando che potremo giocare sia a 2 che a 3. Trattative più complicate? Forse oggi ci sono più riflettori sul Padova e può essere così ma preferisco averli questi problemi che non averli. La società mi sta mettendo a disposizione tutte le risorse per lavorare bene e questo credo sia la cosa più importante."
Calabro: "L'anno scorso ero squalificato proprio contro il Padova, per cui vedo voi per la prima volta. Sono molto contento della fiducia che tutto l'ambiente e tutti in società mi hanno fatto sentire già dal primo minuto. Ringrazio il Padova per questo e per aver atteso che io terminassi prima il mio precedente rapporto prima di poter iniziare a parlare. In queste 24 ore ho percepito belle vibrazioni e sono molto felice di questo. Io ho un modus operandi di fare l'allenatore che riguarda la società a 360 gradi, non solo il campo. So che non sarà un percorso semplice ma abbiamo le idee chiare e le difficoltà che sicuramente troveremo nel nostro percorso per noi devono essere stimoli per poter fare meglio e di più per superarle. Io ho bisogno dell'aiuto di tutti, giocatori, stampa, tifosi ed il merito dei successi che otterremo sarà di tutti. Non dipendiamo da una sola persona ma dal lavoro di tutti, il mio staff si occuperà di allenare i giocatori dalla testa in giù, io mi occuperò di allenarli dalla testa in su. Credo nel destino e credo che il mio arrivo qui sia in qualche modo un segno. Quando facevo il calciatore il mio esordio in serie B fu con il Castel di Sangro proprio contro il Padova nel ritorno di Damiano Longhi da avversario. Poi nei playout quando giocavo nel Lecco segnai contro il Padova nella gara di andata e poi vincemmo il ritorno. Quando allenavo la Carrarese per la finale con il Vicenza venni in ritiro a Padova, poi mi chiamo Antonio e da noi gli onomastici sono molto sentiti, per cui il 13 giugno non vedo l'ora di andare a trovare il Santo, tra l'altro l'annuncio ufficiale è arrivato proprio il giorno di Sant'Antonio. La scelta di venire qui? Ho avvertito un grande entusiasmo nel direttore che mi ha convinto in pochi secondi poi lavorare con un direttore come lui per me sarà sicuramente un motivo di crescita. Lo stesso entusiasmo l'ho percepito nel presidente Peghin e nel patron Banzato, oltre alle ultime partite che il Padova ha giocato in casa lo scorso anno che sono esattamente valori e sensazioni in cui mi rivedo totalmente. La squadra? Io voglio una squadra aggressiva, determinata, in grado di ribaltare il campo. Possiamo parlare di tattica quanto volete, è il mio pane ma non credo che sia la cosa più importante, credo che l'atteggiamento sia il vero nostro punto di forza su cui dovremo lavorare. Tatticamente giocheremo con una difesa a 3, un centrocampo fluido che può giocare a 4 come a 5, credo che partiamo da un gruppo che ha una base importante e credo che la vecchia guardia possa essere un valore aggiunto prima di tutto da un punto di vista mentale e poi anche da quello tattico. Sono in linea con le direttive della società sui giocatori da tenere e sugli obiettivi da inseguire. A malincuore ci saranno anche delle scelte non facili e qualcuno non parteciperà al nuovo ciclo nonostante la dirigenza mi abbia fatto presente siano stati tutte persone assolutamente corrette e professionali. Sono cresciuto anche io nei miei 10 anni di panchina, una volta arrivavo molto più facilmente allo scontro con i giocatori, il risultato era questione di vita o di morte. Oggi le generazioni sono cambiate e dai miei errori, perchè ne ho fatti e probabilmente ne farò ancora, l'importante è saperli riconoscere e poter imparare per essere migliori in futuro. Richieste? Io credo che l'allenatore debba allenare i giocatori che la società gli mette a disposizione, ovviamente ci confrontiamo sulle possibilità di chi possono essere questi giocatori ma non ho nomi da dare ad oggi. L'esperienza ti porta ad essere più maturo, a capire che per raggiungere i grandi obiettivi devi costruire pian piano tutte le situazioni che ti permettono di poterlo raggiungere nella maniera migliore possibile, quello che posso garantire che la passione, l'impegno sarà 24 h per il Calcio Padova. Lo staff? Il mio secondo sarà Giuseppe Padovano che era con me a Carrara come il collaboratore tecnico Domenico De Simone, il match analyst Alessandro Imbrogno e il prof. Ricci. Sono invece "confermati" Adriano Zancopè, Matteo Zambello, Luigi Posenato. La serie B è un campionato subdolo, se non viene affrontato con la giusta determinazione con gambe e mentalità puoi vincere e perdere contro chiunque. Le tre retrocesse, Palermo, Catanzaro e Sampdoria sono squadre che sulla carta saranno ovviamente in prima fila, noi ci dobbiamo preoccupare oggi di noi stessi e non pensare a dove saremo tra dieci mesi. Il ritiro? Partiamo leggermente in anticipo, voglio osservare, parlare con i giocatori e starci insieme per poi iniziare a lavorare veramente anche per evitare infortuni anche perché il Padova sono due mesi che non si allena."
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