Nuovo allenatore Padova: sarà il "conteso" Calabro o il "frizzantino" Gorgone?
La corsa sembra ormai ridotta a due. Dopo settimane di telefonate, colloqui, valutazioni e riflessioni, il Padova è pronto ad arrivare al momento della scelta. Entro la fine della settimana, salvo colpi di scena, il club biancoscudato dovrebbe sciogliere le riserve sul nuovo allenatore che guiderà la squadra nella stagione 2026-27. Un passaggio fondamentale per il futuro del progetto targato Banzato, che non vuole perdere ulteriore tempo e punta a consegnare quanto prima al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli la figura attorno alla quale costruire il nuovo Padova. Le candidature vagliate nelle ultime settimane sono state numerose. Alcune suggestive, altre più concrete. Oggi però la sensazione è che la partita si giochi soprattutto tra due profili molto diversi tra loro ma accomunati da una caratteristica: entrambi sono considerati allenatori in grado di aprire un nuovo ciclo. Da una parte c'è Antonio Calabro, dall'altra Giorgio Gorgone. Due strade differenti per arrivare allo stesso obiettivo.
Calabro, il tecnico che tutti vogliono
Se oggi Antonio Calabro è uno degli allenatori più richiesti della Serie B, non è difficile capirne il motivo. Il cinquantenne tecnico foggiano ha costruito negli anni una carriera fatta di risultati e crescita costante. Prima il grande lavoro a Francavilla, portando il club dai dilettanti fino ai playoff di Serie C. Poi l'esperienza a Carpi, culminata con un undicesimo posto in Serie B assolutamente in linea con le aspettative della società. Ma soprattutto la straordinaria avventura con la Carrarese.
Promozione in Serie B e due salvezze consecutive rappresentano un biglietto da visita che parla da solo. Un percorso che ha consentito al tecnico pugliese di entrare stabilmente nei radar di numerosi club ambiziosi. Non a caso la Carrarese starebbe ancora tentando di convincerlo a restare. Calabro, però, sembra orientato a cambiare aria, convinto di aver completato un ciclo e desideroso di confrontarsi con nuove sfide. A gestire la situazione è il procuratore Romualdo Corvino, figlio dell'esperto dirigente Pantaleo, che sta lavorando per individuare la soluzione migliore sotto ogni punto di vista. Sul tecnico ci sarebbero infatti anche altre società importanti. La Cremonese lo segue da vicino, mentre il Pisa continua a monitorarne la posizione pur valutando parallelamente altri profili. Il Padova è della partita, ma la sensazione è che al momento non rappresenti la primissima scelta del tecnico. Un dettaglio che inevitabilmente entra nelle riflessioni della dirigenza biancoscudata.
Gorgone, l'allenatore "frizzantino"
Se Calabro rappresenta la soluzione più consolidata e certificata dai risultati, Giorgio Gorgone è probabilmente la candidatura che intriga maggiormente sotto il profilo delle idee e della prospettiva. Il tecnico romano tratta personalmente il proprio futuro senza l'intermediazione di procuratori e nelle ultime settimane il suo nome ha scalato posizioni importanti nelle preferenze del Padova. Curiosamente, il destino potrebbe incrociare ancora una volta le strade dei due candidati. Perché proprio la Carrarese starebbe pensando a Gorgone come possibile sostituto nel caso in cui Calabro decidesse di lasciare la Toscana.
Un intreccio che racconta bene quanto sia alta la considerazione nei confronti dell'ex allenatore della Lucchese e del Pescara. La sua esperienza in Abruzzo merita infatti una lettura più approfondita di quanto racconti la classifica finale. Quando è arrivato sulla panchina biancazzurra, il Pescara sembrava destinato a una retrocessione quasi inevitabile. Con lui la squadra ha cambiato marcia, sfiorando una salvezza che avrebbe avuto del miracoloso. A pesare è stata soprattutto la sfortunatissima sfida di Padova, quella passata alla cronaca per il celebre "caso Insigne", episodio che ha inevitabilmente monopolizzato l'attenzione mediatica finendo quasi per oscurare il lavoro svolto dall'allenatore.
Eppure i numeri raccontano una realtà diversa. Dal suo arrivo il rendimento del Pescara è stato da squadra perfettamente in corsa per la permanenza in categoria. Prima ancora, Gorgone aveva ottenuto risultati importanti a Lucca, in una realtà tormentata da continue difficoltà societarie, riuscendo comunque a raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma soprattutto c'è un aspetto che potrebbe avvicinarlo particolarmente all'identikit tracciato dalla nuova proprietà. Gorgone è infatti considerato un allenatore moderno, propositivo, aggressivo nella ricerca del gioco. Un tecnico che ama rischiare qualcosa in più pur di imporre la propria identità. Per usare una definizione cara ad Alessandro Banzato, è probabilmente un allenatore più "frizzantino". Calabro, al contrario, viene percepito come un tecnico più equilibrato, pragmatico, conservativo nelle scelte e nella gestione delle partite. Due filosofie diverse, entrambe legittime e potenzialmente vincenti. In queste ore, dopo le telefonate, ci sarà il primo incontro tra Gorgone e Mirabelli. Con l'ormai probabile accordo a seguire.
La settimana decisiva
Adesso il tempo delle riflessioni sta per terminare. Il Padova vuole chiudere entro pochi giorni e consegnare alla piazza il nome del nuovo allenatore prima di entrare nel vivo della costruzione della squadra. Da una parte c'è il profilo più conteso del momento, inseguito da diversi club di B. Dall'altra un tecnico emergente che molti addetti ai lavori considerano pronto per il definitivo salto di qualità. Il Padova è chiamato a scegliere. E la sensazione è che dalla panchina passerà una buona fetta del futuro biancoscudato.
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