Padova Sport Tutto Padova News Padova Padova, al lavoro sul nuovo allenatore (senza pregiudizi): la situazione
News Padova

Padova, al lavoro sul nuovo allenatore (senza pregiudizi): la situazione

Stefano Viafora
Si lavora alacremente dietro le quinte per i primi importanti tasselli della nuova stagione

Le vacanze possono attendere. Mentre la squadra si gode il meritato riposo, dietro le quinte il Calcio Padova continua a muoversi senza sosta. Telefonate, incontri, colloqui riservati, valutazioni approfondite: il lavoro vero, quello che dovrà disegnare il volto del prossimo Padova, è già cominciato.

E al centro di tutto resta lui, Massimiliano Mirabelli. Il direttore sportivo biancoscudato sta lavorando attivamente alla costruzione della prossima stagione, ieri è stato avvistato a Firenze in occasione delle finali del campionato Primavera. Un appuntamento che, come ogni anno, rappresenta un crocevia importante per dirigenti, osservatori, procuratori e uomini mercato. Un contesto ideale per incontri, confronti e contatti che vanno ben oltre il semplice calcio giovanile. Ma di questo parleremo a parte.

Primo nodo da sciogliere: l'allenatore

Il tema centrale, oggi, è inevitabilmente quello dell’allenatore. Perché il Padova sa perfettamente che la prossima scelta in panchina potrebbe indirizzare non solo la stagione, ma l’intero nuovo ciclo che la proprietà Banzato vuole aprire. Ecco perché la decisione sarà ponderata fino all’ultimo dettaglio. La sensazione è che il club stia seguendo una linea molto precisa: non fermarsi semplicemente al nome più “caldo” del momento o al tecnico reduce dalla miglior stagione. Certo, nella lista dei candidati restano profili importanti come Ignazio Abate e Alberto Aquilani, allenatori che negli ultimi mesi hanno attirato attenzioni e consensi. Ma il ragionamento che si sta facendo a Padova sembra essere più profondo e articolato.

Non si valutano soltanto i risultati immediati. Si studiano competenze, idee, capacità gestionali, personalità, prospettive e soprattutto compatibilità con l’ambiente biancoscudato. Un criterio che nel calcio moderno viene spesso sottovalutato, ma che invece negli ultimi anni ha premiato diversi club capaci di andare oltre l’apparenza del curriculum recente. In fondo, gli stessi Abate e Aquilani, prima delle loro stagioni migliori, arrivavano da esperienze considerate interlocutorie o comunque non definitive. E lo stesso discorso vale per tecnici come Massimiliano Alvini, che prima dell’esplosione a Frosinone avevano attraversato anche momenti complicati, retrocessioni o annate poco brillanti. Il calcio, soprattutto in Serie B, insegna continuamente che il valore di un allenatore non può essere ridotto all’ultimo risultato ottenuto.

Ed è proprio dentro questa logica che va interpretata anche l’apertura verso profili meno “mediatici” ma molto stimati dagli addetti ai lavori. Uno su tutti: Giorgio Gorgone. Il tecnico, reduce dalla retrocessione del Pescara, potrebbe sembrare a una lettura superficiale un nome sorprendente. Ma chi lo ha seguito da vicino sa bene che il suo lavoro in Abruzzo è stato apprezzato per organizzazione, identità e rendimento. Dal suo arrivo in panchina, infatti, la media punti è stata tutt’altro che negativa, in un contesto però complicato e pieno di problemi strutturali. Il Padova, dunque, ragiona senza pregiudizi. E senza farsi condizionare troppo dalle etichette del momento.

Discorso diverso, invece, per i cosiddetti “big” sondati in queste settimane. Oltre ad Abate e Aquilani, il club biancoscudato ha infatti preso informazioni anche su Alberto Gilardino e Paolo Zanetti. Situazioni però decisamente più complesse. Gilardino, ad esempio, ha ancora un contratto economicamente molto importante con il Pisa, mentre diversi profili di prima fascia stanno ancora aspettando eventuali opportunità dalla Serie A, con panchine che potrebbero liberarsi anche nelle prossime settimane. Ecco perché il Padova non ha intenzione di accelerare oltre misura. La volontà è quella di chiudere la scelta entro un massimo di due settimane, sciogliendo definitivamente le riserve e permettendo così alla nuova guida tecnica di iniziare immediatamente a lavorare insieme alla società sulla costruzione della rosa. Perché la sensazione, oggi più che mai, è che il prossimo allenatore non sarà soltanto un tecnico chiamato a guidare una squadra. Sarà il primo vero volto del nuovo Padova da cui, possibilmente, iniziare un nuovo ciclo.