Padova, tre esuberi rimasti in rosa. Per Papu Gomez c'era la soluzione last minute della Salernitana
Il mercato è finito. E con la chiusura della finestra estiva, il Padova si ritrova con tre giocatori che, almeno sulla carta, non facevano più parte del progetto tecnico. Sono Papu Gomez, Antonio Barreca e Cristian Buonaiuto, tutti rimasti in biancoscudato nonostante fosse stato comunicato loro, già da tempo, che il club avrebbe preferito trovare una soluzione per il futuro.
Una situazione particolare, che non riguarda soltanto le dinamiche di campo ma anche quelle, inevitabili, legate ai contratti. Perché tutti e tre hanno scelto di rimanere a Padova, mantenendo intatto il proprio accordo economico con la società. Una scelta legittima, naturalmente, ma che apre anche una riflessione sul modo in cui un calciatore, soprattutto nella fase più avanzata della carriera, valuta il proprio futuro.
"Attaccati" al contratto
Il Papu Gomez percepisce circa 250 mila euro netti a stagione, mentre Barreca e Buonaiuto si attestano poco sotto i 200 mila euro netti annui. Cifre importanti, che evidentemente hanno avuto un peso nelle decisioni prese durante l'estate. Il rischio, accettando una nuova destinazione, sarebbe stato quello di rinunciare alle condizioni attuali o comunque di affrontare una nuova sfida con incognite sportive ed economiche.
Per Gomez, peraltro, un'opportunità concreta si era presentata. La Salernitana si era interessata all'argentino e gli aveva formulato un'offerta, ma il Papu ha deciso di declinare. La motivazione fornita è stata molto semplice: sta bene a Padova, dove vive con la famiglia, e non ha ritenuto evidentemente sufficiente l'ipotesi di cambiare città e squadra.
È una scelta che racconta anche una precisa fase della carriera. A 38 anni, dopo aver vissuto una carriera straordinaria tra Italia, Spagna e nazionale argentina, Gomez può probabilmente permettersi di mettere sul piatto della bilancia anche aspetti diversi dalla semplice ambizione sportiva. E la serenità familiare, insieme alla certezza di un contratto, può aver avuto un peso decisivo.
Discorso simile per Barreca e Buonaiuto, che non hanno trovato una sistemazione alternativa entro la chiusura del mercato. Anche in questo caso, la prospettiva sarebbe stata quella di cambiare ambiente, accettando magari condizioni differenti, oppure di rimanere a Padova con un contratto garantito.
E qui si arriva al nodo della questione: meglio il rischio di ripartire da zero o la certezza di uno stipendio importante?I tre hanno scelto la seconda strada. Una decisione che potrebbe essere stata anche suggerita o condivisa con i rispettivi procuratori, chiamati a tutelare gli interessi dei propri assistiti, soprattutto quando si entra nella parte finale di una carriera.
Il rovescio della medaglia, però, è evidente. Se il Padova manterrà la linea tracciata in estate, per Gomez, Barreca e Buonaiuto si prospetta almeno un periodo ai margini del progetto tecnico. Sei mesi di fatto da vivere da separati in casa, con la possibilità di tornare sul mercato soltanto a gennaio. E nel calcio professionistico, soprattutto per giocatori non più giovanissimi, restare fermi per un semestre può rappresentare un rischio tutt'altro che trascurabile.
Il club, dal canto suo, dovrà gestire una situazione non semplice. Tre giocatori sotto contratto, con ingaggi significativi, che non rientrano nelle strategie tecniche ma che hanno scelto di non muoversi. Una voce di costo che rimane a bilancio e, contemporaneamente, tre elementi che difficilmente potranno avere un ruolo centrale nella stagione.
Non c'è, evidentemente, una risposta giusta o sbagliata. Il calciatore tutela la propria carriera e il proprio contratto, la società tutela il proprio progetto tecnico. Ma il mercato appena concluso ha lasciato a Padova un piccolo paradosso: tre giocatori considerati fuori dal progetto che, alla fine, sono rimasti esattamente dove erano. Con il contratto in tasca, ma con un futuro sportivo tutto da scrivere.
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