Padova, idee chiare per la prossima stagione: ecco budget e modello di riferimento
Il futuro del Padova ha già preso forma. Mentre attorno al club continuano inevitabilmente a rincorrersi indiscrezioni e movimenti di mercato, la nuova proprietà biancoscudata è al lavoro per costruire una squadra profondamente diversa rispetto a quella vista nell’ultima stagione. Un Padova più moderno, più sostenibile, ma anche più ambizioso. E il primo punto fermo, salvo clamorosi ribaltoni, sembra destinato a restare Massimiliano Mirabelli. Le avances dalla Serie A non sono mancate e restano sul tavolo, ma al momento nessun club ha davvero affondato il colpo. Uno scenario che rende complicato immaginare un direttore sportivo disposto a tenere in stand-by ancora a lungo Alessandro e Giovanni Banzato, che nel frattempo gli hanno ribadito stima totale, fiducia e piena centralità nel progetto tecnico.
Le prime indiscrezioni, ecco quale sarà il budget per gli ingaggi
Da qui può nascere il nuovo Padova. La sensazione è che la prossima estate porterà con sé una vera rivoluzione. I cambiamenti in rosa saranno numerosi e toccheranno diversi reparti. L’idea della società è chiara: alzare il livello complessivo della squadra, aumentando qualità atletica, intensità e prospettiva futura del gruppo. Anche dal punto di vista economico il club sembra pronto a fare un salto importante. Che non significa spese da big per inseguire subito il sono serie A. L’obiettivo sarebbe quello di posizionarsi, a grandi linee, sulla fascia di investimento del Frosinone 2025/26 (circa 12 milioni), una realtà capace di coniugare sostenibilità e competitività attraverso un modello tecnico molto preciso, basato su scouting, valorizzazione e sviluppo di giovani calciatori.
Ed è proprio il modello Frosinone a rappresentare una sorta di riferimento ideale per il nuovo corso biancoscudato. A Padova si vuole infatti abbassare sensibilmente l’età media della rosa, dopo una stagione in cui i biancoscudati sono risultati la seconda squadra più “anziana” del campionato, dietro soltanto al Palermo. La linea sarà dunque quella di investire su giovani forti, possibilmente già pronti per la categoria ma con margini di crescita evidenti. Non soltanto per costruire una squadra più dinamica e aggressiva, ma anche per iniziare finalmente a patrimonializzare: un concetto chiave nel calcio moderno e che la nuova proprietà considera strategico per il futuro del club.
In quest’ottica cambierà inevitabilmente anche il profilo dell’allenatore. L’identikit tracciato dalla società porta verso un tecnico giovane, emergente, con idee moderne e soprattutto con una precisa identità di gioco. Non necessariamente un nome altisonante, ma un allenatore che abbia già dimostrato di conoscere bene la categoria e di saper dare una fisionomia riconoscibile alle proprie squadre. Il Padova che verrà, insomma, sembra destinato ad allontanarsi dall’idea di squadra esperta e costruita principalmente per il risultato immediato. La direzione imboccata dai Banzato è diversa: più programmazione, più sostenibilità, più valorizzazione del patrimonio tecnico. Con un obiettivo chiaro sullo sfondo: riportare stabilmente il Padova ad essere un club competitivo e credibile anche nel medio-lungo periodo.
Ne abbiamo parlato anche ieri sera a Centrocampo, riguarda la puntata qui:
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