Ieri sera si è svolta la cena di fine stagione Al Filò con squadra e dirigenza
Cena di fine stagione, Peghin: “Ritrovata unità dell’ambiente”
L’ultima cena prima dei saluti, delle vacanze e soprattutto delle decisioni che segneranno il futuro del Calcio Padova. Nella consueta cornice dell’Osteria Al Filò di Abano Terme è andato in scena ieri sera il tradizionale “rompete le righe” biancoscudato, appuntamento ormai fisso di fine stagione ma che, questa volta, ha assunto un significato particolare. Perché oltre a squadra, staff, dirigenti e collaboratori, la società ha deciso di invitare anche la stampa che segue abitualmente il Padova. Un dettaglio tutt’altro che banale. Anzi, un segnale preciso. Dopo mesi intensi, spesso accompagnati da tensioni, critiche e polemiche, il club ha voluto lanciare un messaggio di distensione e unità verso tutto l’ambiente. Un gesto apprezzato dai presenti e che racconta bene il tentativo della nuova proprietà di ricompattare il mondo biancoscudato attorno a un progetto che guarda già al futuro.
Il clima, inevitabilmente, era quello dell’ultimo giorno di scuola. Tavoli pieni, sorrisi, brindisi, fotografie, ma soprattutto abbracci e saluti che sapevano di arrivederci. E in alcuni casi anche di addio. La stagione si è chiusa con una salvezza pesantissima conquistata venerdì scorso a Cesena, obiettivo centrato senza drammi ma dopo un’annata lunga, complicata e logorante sotto tanti punti di vista. Tra i più osservati della serata c’era inevitabilmente Roberto Breda. Il tecnico biancoscudato, salvo clamorosi colpi di scena, è destinato a lasciare Padova al termine del contratto. E le sensazioni raccolte ieri sera vanno tutte in quella direzione. “Ci rivedremo?”, gli avrebbe chiesto qualcuno tra i giocatori al momento dei saluti finali. “Più no che sì”, la risposta ripetuta più volte dal tecnico trevigiano, lasciando pochi dubbi sul suo futuro. Un commiato silenzioso, senza proclami, ma percepibile negli sguardi e nei discorsi di fine serata. Breda lascia probabilmente dopo aver portato a termine la missione affidatagli in un momento delicatissimo della stagione, ridando equilibrio e serenità a una squadra che aveva bisogno soprattutto di solidità.
Presenza particolarmente notata anche quella di Papu Gómez, immortalato davanti alla torta finale insieme ai capitani Lorenzo Crisetig e Kevin Varas. Per l’argentino, salvo sorprese o diverse valutazioni societarie, dovrebbe trattarsi soltanto di un arrivederci. Gómez continuerà infatti il proprio percorso riabilitativo a Bologna, presso il centro Isokinetic, con l’obiettivo di farsi trovare pronto per la prossima stagione. L’ex campione del mondo ha ancora un anno di contratto con il Padova alle stesse cifre attuali e la volontà, almeno per il momento, sembra quella di proseguire insieme.
Chi invece potrebbe avere salutato definitivamente l’ambiente biancoscudato sono Lorenzo Crisetig, Francesco Belli e Marco Perrotta. I tre sono in scadenza di contratto e, allo stato attuale, non sembrano esserci segnali concreti verso un rinnovo. Situazioni che verranno comunque affrontate nei prossimi giorni, anche perché ogni valutazione dipenderà inevitabilmente dalla questione più importante di tutte: quella relativa al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli. La società continua a spingere per trattenerlo e la sensazione è che il pressing della proprietà proseguirà ancora nelle prossime ore. Servirà però ancora qualche giorno per avere un quadro definitivo sul futuro del dirigente, corteggiato da un club di Serie A e ancora immerso nelle proprie riflessioni.
Di certo, già ieri sera, si percepiva chiaramente una sensazione nell’aria: il Padova vuole alzare l’asticella. La nuova proprietà è pronta a costruire una squadra più ambiziosa, con investimenti importanti, ma mirati e progressivi, e un progetto destinato a cambiare profondamente volto al club. Il vento del cambiamento soffia forte dalle parti dell’Euganeo e la cena di ieri, tra sorrisi, nostalgie e discorsi sul futuro, ne è stata forse la prima vera fotografia. Adesso, però, è tempo di staccare. Vacanze meritate per i protagonisti di una salvezza che, al netto delle difficoltà, aveva un peso vitale per il presente e soprattutto per il futuro del Padova. Poi arriveranno le scelte, il mercato, le rivoluzioni. E probabilmente un nuovo inizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA