Monster Frozen, Venturini: “Impresa riuscita, ma ho rischiato di perdere il naso”

Monster Frozen, Venturini: “Impresa riuscita, ma ho rischiato di perdere il naso”

di Redazione PadovaSport.TV

Unire i due luoghi abitati più freddi del mondo correndo nel periodo più freddo dell’anno. Paolo Venturini, padovano di 50 anni, sovrintendente della polizia di Stato e atleta del gruppo Fiamme Oro, ce l’ha fatta. È lui l’uomo che domenica 20 gennaio ha corso per 39 chilometri da Tomtor a Oymyakon in Jacuzia, regione della Siberia dove il termometro segnava -52,6 gradi. Da quel giorno, nel museo di Storia nazionale della Jacuzia c’è un tricolore italiano con la sua firma. Nel frattempo Venturini è tornato a Padova e ieri, per la prima volta, ha raccontato la storia del suo record nella nostra trasmissione Storie di Sport (qui sotto un piccolo estratto, la puntata andrà in onda sabato alle 19.30 su PadovaSport.tv e Telecittà). “Sono sempre alla ricerca dei miei limiti, non solo come Paolo Venturini ma come essere umano – ha detto – È per questo che mi piace affiancare ai miei record la ricerca medico-scientifica, ed è per questo che ave- vo con me un medico dell’Università di Padova che ha monitorato tutte le mie reazioni. Abbiamo portato a casa dei dati che potranno servire a chi lavora o fa sport in ambienti così estremi. L’idea di Monster Frozen è nata all’indomani del record opposto, cioè dopo aver corso in Iran il 19 luglio 2017, nel luogo più caldo del mondo nel periodo più caldo dell’anno. In quel caso avevo coperto una distanza di 75 chilometri a 67 gradi. Momenti critici? Dopo 32 chilometri ho cominciato a percepire il freddo. E alla fine della corsa ho rischiato di perdere il naso: era così congelato che il sangue ha ripreso a circolare solo dopo due ore di attività rigenerativa”.

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