Rio 2016, la canottiera padovana Patelli lascia: “Mi dedicherò allo studio”

Rio 2016, la canottiera padovana Patelli lascia: “Mi dedicherò allo studio”

L’Olimpiade è il punto d’arrivo di un quadriennio, la conclusione di un percorso. Si raggiunge dopo selezioni e qualifiche, chilometri infiniti in acqua e raduni permanenti. Sono passate poche ore dalla finale B valsa l’undicesimo posto complessivo e Alessandra Patelli fa capire di volersi prendere un periodo di stacco, concentrandosi sullo studio. Sara Bertolasi, la compagna di barca, chiude con il canottaggio. Lo stesso due senza non si vedrà più. «Per il futuro c’è un viaggio in Perù con due mie amiche e poi mi devo laureare in Medicina per incominciare a fare il medico, così potrò rispondere adeguatamente alle domande che i miei amici mi pongono, il resto si vedrà», dichiara Patelli, lasciando qualche punto interrogativo. La 24enne di Conegliano, portacolori della Canottieri Padova, rientrata ieri dal Brasile, viaggia indietro con la memoria: «La nostra Olimpiade è iniziata ad agosto 2015 e da lì ne abbiamo passate tante insieme. A partire dal piccolo infortunio di Sara, che non ci ha diviso, ma unito sempre più. Siamo arrivate qui, perché abbiamo superato tutto quello che abbiamo incontrato. La mia Olimpiade si è chiusa con una bella gara, dove abbiamo battuto la Francia, che al Mondiale di Aiguebelette ci aveva preceduto, sbarrandoci la qualificazione. Rio me la porterò nel cuore sempre e per tutta la vita: sono soddisfatta di tutto, cadute e successi». Facebook è invece la sede degli abbracci: «Un grazie immenso a Sara, grande atleta e amica, grazie alla famiglia e grazie a tutte le persone che hanno speso anche un minuto per scrivermi e fare il tifo. Sono fiera della mia squadra e orgogliosa di aver rappresentato l’Italia. È la fine di un ciclo, ma sono sicura sarà anche l’inizio di altre mille avventure». Commosso il congedo della bustocca Bertolasi: «Penso di chiudere qui la carriera, iniziandone una nuova con una vita diversa, ma quello che ho vissuto nello sport, me lo porterò sempre dentro». (Da Il Mattino)

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