Impresa azzurra, Galiazzo medaglia d’oro con Frangilli e Nespoli

Impresa azzurra, Galiazzo medaglia d’oro con Frangilli e Nespoli

La squadra maschile di tiro con l’arco composta da Frangilli, Galiazzo e Nespoli ha superato gli Usa. Decisiva l’ultima freccia con il “10” finale di Frangilli.

D’oro. Incredibile. Fuori da qualsiasi pronostico. Meno da quelli dei diretti interessati che credevano di poter regalare all’Italia la gioia più grande. L’avevamo sentito noi stessi: “Macché gareggiare per il secondo posto, noi vogliamo l’oro”. C’è anche la registrazione dell’intervista con Mauro Nespoli che fa fede. Era solo ieri, il grande Im, l’arciere quasi cieco aveva frantumato il record del mondo. Ma la Corea del Sud era stata battuta proprio dagli Usa in semifinale, l’ultimo ostacolo prima dell’oro. Evidentemente i tre azzurri che gareggiano per l’Aeronautica, se lo sentivano. Sentivano di poter reggere la pressione perché nel tiro con l’arco non puoi avere paura e se avverti che arriva è la fine. Anche così si spiega il ritorno sul podio di Frangilli, a 16 anni di distanza dal primo, pone il nostro arciere al terzo posto tra coloro che hanno vinto a distanza di più anni nella disciplina.

FIGLIO D’ARTE — E così eccoci a vivere un’impresa che il tiro con l’arco italiano non aveva mai vissuto. Era stato d’oro nell’individuale con Marco Galiazzo, ma mai era arrivato quassù con le sue squadre. Anche se quattro anni fa a Pechino, eravamo vicinissimi ai coreani, che praticamente ci hanno battuti all’ultima freccia. Proprio quella che ci ha fatto ora padroni del mondo. E che Michele Frangilli, figlio d’arte, papà che fa il tecnico per la Costa d’Avorio, ha piazzato con una freddezza pazzesca. Il 9 ci avrebbe portato ai supplementari, l’8 ci avrebbe costretto a pensare a Rio 2016 e a rinviare tutto, il 10 ci ha fatto vincere. Ma di 10 i nostri ne hanno raccolti diversi, quasi dandosi il cambio di fronte alle accelerazioni statunitensi. Il segreto è stato quello: non scomporsi quando Kaminski e Vukie hanno provato a farcela fare addosso.

CHIACCHIERE — L’oro, il primo per l’Italia a questa Olimpiade, è stato comunque una fantastica operazione collettiva. Questi tre arcieri – Marco Galiazzo, quello di mezzo, Mauro Nespoli, il più giovane, e Michele Frangilli, il veterano – sono legati da un rapporto particolare. Un’amicizia sempre molto critica, la capacità di dirsi le cose anche nelle circostanze in cui una parola pesa come la campana olimpica di ieri alla cerimonia d’apertura. E sono state pure queste “chiacchieratine” là nell’arena a costruire la strada che ha portato alla medaglia d’oro. Il 219-218 è dunque il primo oro azzurro a Londra. Insomma: come tirare la volata e pure vincerla. Per la cronaca nella finalina per il terzo posto, la Corea ha superato il Messico 224-219.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy