Mestre, in prova baby Kirwan: suo padre è una leggenda del rugby

Mestre, in prova baby Kirwan: suo padre è una leggenda del rugby

Kirwan (foto La Nuova Venezia)

Niko ha lo sguardo veloce, modi gentili tipicamente neozelandesi e un italiano perfetto appena spolverato da una strana inflessione anglo-trevigiana. I capelli biondi gli cascano sulla fronte sudata al termine della seconda giornata da “ospite” in prova per l’Ac Mestre. La squadra agli ordini di Mauro Zironelli è in partenza per il ritiro in altura, e la sua situazione verrà definita solo nelle prossime ore. […] Niko Kirwan non è uno qualunque, il suo è un fardello sportivo pesante. In patria, quel cognome appartiene ad una leggenda vivente che tutti, ma proprio tutti, conoscono semplicemente per le due lettere iniziali, un po’come CR7 per Cristiano Ronaldo o MJ per Michael Jordan: JK, John Kirwan, Campione del Mondo con gli All Blacks nel 1987, otto titoli neozelandesi, uno scudetto a Treviso nel 1989 (dove incontra e sposa la mamma di Niko, Fiorella), allenatore della Nazionale italiana e di quella giapponese, “Member of British Empire” dal 1988, Sir dal 2012, autore di un libro vendutissimo, “All Blacks don’t cry”, dove ha raccontato la sua battaglia con la depressione.
«Pochi giorni fa apro la posta elettronica e mi trovo una mail in arrivo da John Kirwan» racconta Zironelli, «nella mia città JK era una leggenda sul serio, avere un All Black che giocava per la nostra squadra non potete capire cosa significava». Nella mail papà John, che conosce il Mestre tramite qualcuno dello staff, chiede di poter valutare Niko con dei provini in vista della nuova stagione: classe 1995, trequartista veloce e dallo stile deciso, il ragazzo è reduce da un’ottima stagione nella First Division con Team Wellington, vinta grazie ad un suo gol decisivo. «Ho risposto subito che andava bene, così ha iniziato con il gruppo lunedì ed ora lo stiamo valutando: di sicuro ha delle qualità» racconta l’allenatore. «Ho cominciato col calcio a 9 anni, con la squadra del San Giuseppe (il quartiere trevigiano dove ha vissuto prima di tornare in Nuova Zelanda, ndr): i miei amici giocavano tutti a quello sport, al rugby non ho mai pensato seriamente come alternativa». Dai 15 ai 20 un crescendo: l’anno scorso il passaggio da Waitakere a Team Wellington, il campionato lo gioca da protagonista assoluto e così ora a casa c’è un contratto da professionista che lo aspetta. «Ma la mia vera sfida è il calcio italiano» conclude Niko – che si ispira a Vidal e Pirlo – sorridendo «se con il Mestre non dovesse andare, vorrei tentare con altre società di Serie D: in Nuova Zelanda stiamo crescendo, ma qui è davvero un’altra storia e la mia metà italiana sta facendosi sentire troppo per non provarci sul serio». (Da La Nuova Venezia)

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