Padova, Centurioni e le ipotesi di modulo: ecco da chi ripartire

Matteo Centurioni ha le idee chiare. Sa che per salvarsi bisogna cambiare completamente atteggiamento, mentale e tattico. Sa che per recuperare il terreno perso bisogna vincere e per vincere bisogna essere più spregiudicati, costi quel che costi. Serve un’impresa perché, a poche partite dal termine il margine di errore è sempre più risicato. I giocatori devono interiorizzare questa loro condizione e trasformarla in rabbia sul campo. Nomen omen, per dirla in latino: Centurioni deve mettere l’elmetto, audace e sprezzante del pericolo, e cancellare dalla testa dei suoi la filosofia dei piccoli passi, degli utili 0-0, teorizzata dal suo predecessore. Ma come giocherà, già a Cittadella, il Padova? Il nuovo allenatore, che spesso quando giocava ha indossato la fascia di capitano e dunque nelle sue corde ha le peculiarità del leader, vuole ripartire da tre giocatori in particolare e dalla difesa a quattro. Lo ha detto ieri in conferenza stampa: Cherubin, Trevisan e Bonazzoli. I primi due, grazie alla loro esperienza, formeranno la coppia centrale. A sinistra ci sarà molto probabilmente Longhi, mentre non è scontato rivedere Morganella a destra (vista la concorrenza con Madonna o Zambataro). Il centrocampo “folto” a cui ha accennato Centurioni, potrebbe essere a tre con Lollo, Calvano e Pulzetti. Facile intuire che ci saranno poi tre giocatori offensivi: il già citato Bonazzoli, insieme a Mbakogu e molto probabilmente Clemenza a giocarsi un posto con Baraye. Ipotesi remota il 4-4-2, più plausibile 4-3-3, 4-3-1-2 o 4-3-2-1. L’aspetto più importante però rimane quello motivazionale. Per un allenatore giovane è più difficile trasmettere autorevolezza, specie alla prima esperienza tra i grandi. Spetterà a Centurioni toccare le corde giuste, con precedenti beneauguranti a queste latitudini come i già citati Sabatini, Dal Canto e, prima ancora, Sandreani.

 

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