L’Atletico San Paolo e il bluff della holding olandese per trattenere i giocatori

L’Atletico San Paolo e il bluff della holding olandese per trattenere i giocatori

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Succede anche questo in serie D, una società viene interamente ceduta (o almeno così dicono) a una holding olandese, il cui nome non viene però svelato. Perchè? Forse perchè, probabilmente, non esiste nè una holding olandese interessata a comprare il San Paolo, nè un fantomatico professor-capitano Kirk. Sembra piuttosto un tentativo estremo di trattenere i giocatori (fatalità il comunicato della cessione è stato diramato qualche giorno prima della chiusura del mercato), spazientiti per i mancati pagamenti e le voci su presunti guai finanziari (nonostante le rassicurazioni della società: “Gli stipendi saranno pagati prima del 31 dicembre, è previsto nell’accordo firmato sabato e non c’è da preoccuparsi”). Giocatori che, allettati dalla promessa di un rapido riassetto societario grazie al capitano Kirk, hanno accettato sulla fiducia di seguire il progetto e, anche volendo, ora non potranno più svincolarsi o cambiare squadra, a meno di un’improbabile chiamata dai professionisti (ma previo consenso comunque del San Paolo). La speranza ovviamente è quella di venire presto smentiti: basterebbe rendere pubblico il nome di questa holding. Altrimenti avremmo a che fare con dilettanti che vogliono giocare (male) a fare i professionisti.

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