Uchikov, l’ultimo sigillo vincente

Uchikov, l’ultimo sigillo vincente

Eccolo il primo tie-break della stagione. Sudato, faticato, quasi gettato alle ortiche. Ma alla fine, vinto. E questo è quello che più conta per questa Phyto Performance, che perde una lunghezza da Ravenna (che ha vinto facile con Club Italia), ma che porta a casa una vittoria fondamentale. Già, perché Reggio Emilia è una signora squadra e perché alla formazione di Montagnani non si può chiedere di vincere sempre 3-0. I bianconeri non sono al top della condizione in questa fase della stagione, e il primo a saperlo è proprio il loro allenatore. È per questo che questi due punti devono essere salutati con entusiasmo. Nonostante il rammarico per un quarto set perso malamente dopo essere stati in vantaggio per 19-15 e poi 24-22.

È una Phyto Performance che sta facendo fatica in attacco, che mura su buoni livelli, ma che spreca molto in contrattacco. Ma in campo si è vista anche un’Edilesse di valore assoluto, squadra che non molla mai, che si fa trascinare dall’esuberanza (a volte eccessiva) del suo allenatore, che trova in Garnica uno dei migliori palleggiatori del campionato, non solo per la sua regia, ma anche per il suo straordinario apporto in battuta. Quello – tanto per capirci – che ha deciso il quarto set.

Una partita giocata palla su palla dall’inizio alla fine, con molti errori e uno spettacolo non sempre all’altezza. Segno evidente che un po’ tutte le squadre stanno risentendo di questa interminabile serie di impegni ravvicinati.

E così alla fine arrivano cinque set giocati praticamente alla pari, con “strappi” da una parte e dall’altra, in grado di rimettere sempre e comunque in parità il parziale. Un paio di esempi? La Phyto Performance si trova sotto 23-21 nel terzo set ma riesce ad annullare un paio di set ball a Reggio Emilia e poi chiude sul 28-26. Quarto set: l’Edilesse si innervosisce (giallo a Ippolito), i bianconeri volano sul 19-15. Sembra l’allungo decisivo. Ma Reggio Emilia è un gatto a sette vite, arriva fino al 22-24, quando un paio di errori di Padova e due sassate di Garnica – coraggiosissimo – regalano il set Reggio Emilia.

Ma l’emblema della partita arriva al tie-break. La Phyto Performance va sul 13-8. «Mamma butta la pasta» direbbe Dan Peterson. E invece no, perché il servizio di Ippolito manda nuovamente in tilt la ricezione bianconero. Detto, fatto, e si va sul 14 pari con i duemila del PalaFabris quasi increduli. E allora deve pensarci Uchikov, dopo una bella difesa di Garghella a mettere la firma sui due punti che danno la vittoria ai bianconeri.

Il bulgaro chiude con il 45 per cento in attacco, Rosso con il 50, De Marchi con il 46. Meglio i centrali. Ma i pensieri principali arrivano proprio dalla cosiddetta fase di “cambio palla”, mentre muro e difesa fanno sempre e comunque il proprio dovere.

Questa è l’istantanea finale di una partita che Padova vince comunque con la determinazione e la cattiveria giuste. Spesso, queste partite, si perdono. E allora è una calza da prendere tutto sommato con un sorriso.

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