PDT: LE DICHIARAZIONI DI DE ROSSI E LA BOCCIATURA DEL “SISTEMA ITALIA”

PDT: LE DICHIARAZIONI DI DE ROSSI E LA BOCCIATURA DEL “SISTEMA ITALIA”

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

Daniele De Rossi non è solo un calciatore. È prima di tutto un ragazzo romano, della Roma, uno che tifava i giallorossi fin da bambino e frequentava la Sud prima di entrare in pianta stabile nella rosa della prima squadra. Non ha sbagliato nulla in ciò che ha detto recentemente, a proposito dell’introduzione della Tessera del Tifoso. Come sempre qui in Italia, il suo solo errore è stato dire ciò che pensa: «Gli ultrà sono una parte positiva del calcio: chi va allo stadio con il coltello non è un ultrà ma una persona disturbata come lo è un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla, senza che si sia gridato allo scandalo. Allora dovremmo fare la tessera del poliziotto». In realtà è ciò che pensano tutti. Chi si distingue da questo pensiero, chi vorrebbe la Tessera del Tifoso, è solo una piccola parte dell’opinione pubblica, catalogabile in tre categorie: i politici (non tutti), le forze dell’ordine, e quelli che non hanno mai messo piede in uno stadio. Aggiungiamoci pure qualche giornalista prezzolato sempre pronto a difendere a spada tratta il sistema nel quale sguazza, anche se va detto che la maggioranza dei giornalisti si è seriamente interrogata sull’utilità della Tessera, non riuscendo a venirne a capo. Ma non è solo un fatto di Tessera: quando venne pestato Stefano Gugliotta, un po’ tutti si sono chiesti se le cose sono veramente come ce le hanno presentate, e chi sono realmente i criminali e quelli che invece dovrebbero difendere la legge. Chi frequenta gli stadi invece non se n’è stupito per niente, non è né il primo, né sarà l’ultimo caso, e nemmeno si tratta di un episodio isolato!

Il Ministro Maroni invece si è arrabbiato di brutto, tanto da costringere la federcalcio a fare pressioni sullo stesso De Rossi al fine di fargli chiedere scusa. La cosa mi stupisce un po’: non finirò mai di chiedermi come può fare la morale un Ministro degli Interni condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale, ancora di più mi stupisco quando dice: “Lui non è una persona qualunque, è un nazionale e non deve mandare messaggi negativi. Uno si sforza tanto di mandare messaggi positivi…». Messaggi positivi come quelli di alcuni rappresentanti del suo partito il cui sogno era “bruciare il tricolore”? Non rappresentavano forse l’Italia questi signori? O l’Italia la rappresenta solo De Rossi, giustificando così definitivamente un popolo sottoculturato che si sente tale quando deve sventolare una bandierina a tre colori in occasione dei mondiali ma che non sa assolutamente nulla di ciò che succede nelle aule del proprio parlamento e di chi li governa? O forse un po’ tutti rappresentano tutti quando fa comodo?

Il Capo della Polizia Antonio Manganelli invece ha parlato di indignazione: «Mi indigna la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti». Avrei qualche dubbio sull’ “occasionalità” dell’episodio, ma se veramente la maggior parte dei poliziotti darebbero la vita per difendere i cittadini, allora non è interesse per primo del Capo della Polizia smascherare e punire chi con addosso una divisa fa tutto tranne che rispettare la legge? Indicativo sotto questo punto di vista il parere del Siulp, il sindacato di Polizia: «poco rispetto nei confronti di chi rischia la vita, per garantire la sicurezza dei cittadini e anche per far arricchire quelli come lui». Cosa significa “per far arricchire quelli come lui”? Non mi risulta che i poliziotti siano anche procuratori di calciatori, ed al mondo ci sono due maniere di far soldi: onestamente, lavorando e sfruttando le idee; o rubando al prossimo… Direi che è una parola quanto meno fraintendibile, forse dovrebbe spiegarsi meglio il segretario del Siulp. Di sicuro non è bello generalizzare sui poliziotti, come non si dovrebbe mai generalizzare su nessuno; ed allora mi chiedo: perché invece si generalizza liberamente sui ragazzi delle curve? Sono una categoria a parte?

Conscio che i miei quesiti non troveranno risposta, una piccola risposta è arrivata ancora una volta dall’Uefa. Il massimo organismo calcistico europeo già aveva bocciato la candidatura italiana per Euro 2012 a favore di Polonia ed Ucraina (!?!), già aveva avvisato l’Italia che se voleva presentare una candidatura credibile per gli Europei doveva provvedere all’abolizione (proprio così) di biglietti nominali e barriere interne agli stadi. Ora ha concesso il bis: su tre nazioni candidate, l’Italia è arrivata terza dietro Francia e Turchia (!?!). Nemmeno il ballottaggio è stato concesso a un sistema calcistico che fa acqua da tutte le parti e rischia sempre più di sprofondare. E qui non si parla ovviamente solo di abusi di polizia o di tessera del tifoso: in Italia abbiamo gli stadi più brutti e fatiscenti d’Europa, eppure sono quasi tutti di recente costruzione (Italia ’90 portò vagonate di soldi che vennero utilizzati per costruire impianti totalmente inutili come il San Nicola, il Friuli, il Delle Alpi… l’Euganeo!); abbiamo subito scandali su scandali conclusisi quasi a tarallucci e vino (vedi anche Calciopoli, che invece di fare pulizia nel calcio italiano è servita solo per cambiare i nomi dei personaggi ai vertici); abbiamo le leggi più repressive d’Europa e gli stadi con meno pubblico. E l’efficienza della nostra polizia ha fatto più e più volte il giro del mondo (vedi il G8 di Genova o immagini come quelle di Roma-Manchester di quattro anni or sono). Mentre in tutta Europa si fa di tutto per avvicinare calcio e tifosi, togliendo le barriere e le piste d’atletica; in Italia fanno leggi apposta per scoraggiare coloro che ancora frequentano lo stadio, li vorrebbero vuoti e tutti davanti alla TV. Ed allora quale è il problema? Sono le dichiarazioni di De Rossi o c’è qualcos’altro? Magari il centrocampista romano l’ha detta giusta, e questo è il vero problema?

Dite la vostra a: lapadovabene@hotmail.it

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