PDT: NON SEMPRE UNA SQUADRA PUO’ ESSERE ALL’ALTEZZA DEL SUO PUBBLICO…

PDT: NON SEMPRE UNA SQUADRA PUO’ ESSERE ALL’ALTEZZA DEL SUO PUBBLICO…

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

Della partita contro l’Ascoli, c’è molto poco da dire. O meglio, c’è da dire che abbiamo vinto una partita il cui esito era praticamente scontato. Ed è stata l’unica partita che abbiamo vinto negli ultimi due mesi. Qualcosa vorrà pur dire. Abbiamo visto andare a segno contro l’Ascoli almeno un paio di giocatori che quando sono arrivati erano dipinti unanimemente come “fenomeni”, e per questo sono stati profumatamente pagati nonostante il loro rendimento sia stato ben lontano da quella definizione.

Ciò che invece mi piace sottolineare è come ci sia una componente del Calcio Padova che, a prescindere da come finirà la stagione, il suo campionato l’ha già vinto alla grande: la tifoseria! Spesso il pubblico di Padova è stato accusato di eccessiva freddezza, ed in passato si sprecavano i paragoni con alcune piazze vicine come Verona o Vicenza: poco importa se i ricordi dello scudetto dell’Hellas erano ancora freschi mentre facevano la spola fra A e B e nella vicina città berica si godevano la Coppa Italia ed un anno dopo la semifinale europea col Chelsea mentre il Padova si apprestava a ritornare mestamente in serie C dopo aver respirato l’aria del calcio che conta per appena due anni e in barba a quella promessa fatta dal Commendator Puggina dopo la promozione del 1987, “Mai più serie C!”, che suonava quasi come una beffa… Eppure gli anni di serie C da un lato hanno fatto bene alla tifoseria: se è vero che lo stadio ha finito per svuotarsi, tutto ciò non ha fatto altro che forgiare il carattere dello zoccolo duro della tifoseria, che oggi è decisamente più fedele e meno umorale. E col tempo, un’altra generazione di tifosi ha cominciato ad avvicinarsi al Calcio Padova ed allo stadio… Oggi quello padovano è il quinto pubblico della cadetteria come presenze, ma non mi piace considerare i tifosi come semplici dati statistici, quanto come una comunità che per quanto possa essere divisa e frastagliata ha comunque un obiettivo comune: il bene della squadra della loro città! E questa capacità di “unirsi” mostrata dal pubblico padovano (che già si era vista l’anno scorso nei playoff, aggiungo…) direi che è la prima grande dimostrazione di maturità

Frequentando la Curva (non mi piace chiamarla Tribuna) Fattori, va detto che con la promozione in serie B c’è stata una ventata di freschezza, nel senso di molti ragazzi giovani che hanno preso a frequentare il settore caldo per eccellenza del tifo. Oggi potremmo dire che ci sono due generazioni di tifosi in Tribuna Fattori: gli Over 30, che hanno vissuto gli anni d’oro dell’Appiani e della serie A; e quei ragazzi dai 20-22 anni in giù, quelli avvicinatisi negli ultimi anni. Manca tutta la generazione di mezzo, che fatti due conti si sarebbe dovuta avvicinare nell’epoca di Viganò, e direi che questo rende perfettamente la spiegazione. Tuttavia si è incrementato l’entusiasmo e la presenza in trasferta; e ciò mi fa pensare che, anche nel caso in cui le cose dovessero andare male in questo finale di stagione, non assisteremo ad un crollo di presenze l’anno prossimo. La dimostrazione l’ho avuta contro l’Ascoli, con un settore traboccante di entusiasmo e di passione, che non avrei mai pensato di vedere dopo mesi di malumori e di nulla assoluto a livello di risultati sul campo.

Ma il pubblico padovano non è formato dai soli ragazzi della Fattori: un altro settore abbastanza appassionato, anche se non organizzato ai livelli della Fattori, è la Tribuna Est; che alla pari della Fattori ha subito una vigorosa ventata di aria fresca! Se un tempo i tifosi del Padova che frequentavano settori dello stadio diversi dalla curva erano per lo più signori anziani, legati al Padova dei panzer e con una visione ed un modo di tifare molto lontani da quelli degli ultras (i cori sul “pubblico di m….” si sprecavano anche negli anni d’oro dell’Appiani!); oggi molti che frequentano la Tribuna Est sono persone che fino a poco tempo fa frequentavano la Curva, che per svariati motivi se ne sono allontanate (età, famiglia, ma anche stanchezza o voglia di vedersi la partitain pace più che di tifare…) ma che hanno mantenuto la “mentalità” di sostenere anche fisicamente i ragazzi in campo. E così sempre più spesso è successo che la Est seguisse la Fattori nell’incitamento, e senza bisogno di farsi troppo pregare; mentre nel match contro l’Ascoli ho avuto modo di notare con piacere come l’appello a “vestirsi di bianco” sia stato seguito anche da molti tifosi in Tribuna Est.

Insomma, la tifoseria biancoscudata ha dimostrato di meritare la salvezza, forse è l’unica componente del Calcio Padova attuale a meritarla. E credo che meriterebbe da parte degli addetti ai lavori maggior rispetto e considerazione. A partire proprio dal Calcio Padova, che spesso mi da l’idea di considerare i tifosi più una rottura di scatole che una risorsa. Certo, fanno comodo in sfide come quella contro l’Ascoli in cui si abbassano i prezzi per favorirne l’afflusso; ma la tifoseria andrebbe aiutata a crescere attraverso iniziative più radicali e concrete. Per esempio, partiamo dallo stadio Euganeo, un autentico “tumore cittadino” che danneggia l’intera tifoseria. In molti hanno tirato fuori a più riprese l’argomento, e l’unica voce autorevole a mancare è stata proprio quella della Società Calcio Padova, che non sembra interessata ad alcun miglioramento dello stadio ed invece appare preoccupatissima di non pestare eccessicamente i piedi al Comune su questo tema. Mi chiedo: conta di più l’amicizia di un sindaco che fra quattro anni non sarà più qui e che ha dimostrato di non avere in nessuna simpatia il Calcio Padova ed i suoi tifosi (visto che per il Calcio Padova non ha mai fatto nulla!), oppure l’amore vero dei propri tifosi che non ha vincoli temporali nè di categoria? A prescindere da quello che sarà l’assetto societario del futuro, il Cavalier Cestaro e tutto il suo entourage hanno il dovere morale di considerare maggiormente questi aspetti. Come anche per esempio l’aspetto legato al marketing: fatevi venire in mente l’ultima campagna abbonamenti, non un manifesto appeso in città, non uno spot per radio, il solo sito ufficiale come fonte di informazione, un unico sportello situato all’Euganeo (negli anni ’90, dove certo la tecnologia non era quella di oggi, l’abbonamento poteva essere sottoscritto in tutte le filiali della Cassa di Risparmio) ed un unico numero di telefono a cui spesso risponde una persona maleducata ed arrogante. Ed ancora: i prodotti ufficiali del merchandise possono essere acquistati solo sul sito ufficiale, in città non esiste un negozio ufficiale (cosa che è realtà non solo in città come Roma o Milano, ma anche a Pescara per dire…) mentre in pieno centro ce n’è uno enorme (forse pure sprecato…) del Cus Padova. Tutte piccole cose che possono favorire l’avvicinamento di nuovi tifosi. Quest’anno il Calcio Padova ha provveduto ad invitare alcune scolaresche alla mostra del Centenario, dove tuttavia non c’erano vecchie glorie biancoscudate o personaggi simbolo del nostro calcio a tramandare l’amore per i colori biancoscudati, ma zelanti poliziotti che raccontavano come con le leggi in loro potere siano riusciti a rendere lo stadio una succursale di Alcatraz; gli stessi poliziotti che molto spesso all’entrata della Fattori tendono ad intimorire sopratutto i ragazzi più giovani con controlli di documenti e minacce nemmeno troppo velate… Mi chiedo: non vi pare che l’Ufficio Marketing del Calcio Padova manchi di idee ed iniziative? Gianni Potti cosa pensa di fare?

Chiudo lanciando un appello ai tifosi padovani: il nostro campionato l’abbiamo vinto, la nostra salvezza l’abbiamo conquistata. Ora aiutiamo i nostri “eroi” ad ottenere la loro, andiamo in massa a Bergamo già domenica e poi alla stessa maniera alla partita casalinga con il Brescia. Ed a quanti volessero dire la loro, contattatemi all’indirizzo lapadovabene@hotmail.it. Magari salta fuori qualche buona idea per l’ufficio marketing del Calcio Padova!

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