PDT: Tessera del tifoso, prima importante bocciatura

PDT: Tessera del tifoso, prima importante bocciatura

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

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Alla fine, il castello di carta è crollato. Dopo quattro mesi di campionato, gli stadi sempre più vuoti, le cifre gonfiate o sgonfiate a piacere dal Ministro Maroni, i tifosi ospiti mischiati a quelli di casa, le trasferte sempre più impraticabili; è arrivata la prima, sonora bocciatura per la Tessera del Tifoso da parte di un ente statale. Il Garante della Privacy infatti ha stabilito che i moduli utilizzati da molte società per far sottoscrivere ai propri tifosi la famigerata carta sono illegali. In pratica ai club di calcio viene chiesto di migliorare l’informativa da dare ai tifosi, mettendo ben in evidenza i trattamenti di dati che non richiedono il consenso, perché connessi al rilascio della tessera, e quelli che possono essere effettuati solo su base volontaria e con un consenso ad hoc (marketing, profilazione, invio di comunicazioni commerciali). “Ai tifosi – viene rilevato dall’ufficio del Garante – dovrà infatti essere sempre garantita la possibilità di poter esprimere esplicitamente il loro ‘nò all’uso dei dati per finalità di marketing. Nell’informativa dovrà essere inoltre ben specificato che i dati anagrafici dei possessori delle tessera vengono comunicati alle questure allo scopo di verificare l’assenza di provvedimenti (Daspo, misure di prevenzione, sentenze di condanna per reati cosiddetti da stadio) che ostacolino il rilascio. I tifosi, infine, dovranno essere informati sulle caratteristiche dei trattamenti effettuati tramite la tecnologia rfid”.

Cosa dovranno fare ora le società? Dal sito Asromaultras.org gestito dall’Avv.Lorenzo Contucci, vengo a sapere che i passi sono tre:

1) tutte le società debbono rifare i moduli di sottoscrizione della Tessera del Tifoso;

2) chi non si adegua si becca una multa milionaria;

 3) tutti i tifosi che hanno sottoscritto la tessera del tifoso hanno diritto al rimborso, così come chi non ha sottoscritto i moduli illegittimi e non si è quindi abbonato.

Insomma, hanno obbligato i tifosi a sottoscrivere dei moduli illegali per potersi abbonare ed ora pagano. Anzi, pagano due volte, visto che una volta hanno già pagato col crollo degli abbonamenti.

Anche l’On. Pedica dell’Italia dei Valori ha attaccato Maroni definendo la Tessera “un grande inganno”:  “non è per aumentare la sicurezza negli stadi che è stata imposta, visto che altre misure più efficaci già esistono, ma solo per business, per far arricchire cioè le banche che guadagnano dalle transazioni finanziarie fatte con la tessera del tifoso, che è a tutti gli effetti una carta di credito”

Insomma, la fine della carta di credito più discussa di tutti i tempi si sta avvicinando a grandi passi. Maroni è stato sconfitto, ma non è l’unico colpevole della situazione di sfascio che si è verificata negli ultimi tempi negli stadi italiani: anche le società di calcio, quelle che non vogliono mai responsabilità però intascano i soldi e che considerano i tifosi una parte fondamentale quando questi ultimi debbono mettere mano al portafoglio; hanno le loro belle colpe. Bisogna capire una volta per tutte che il calcio è dei tifosi, e certi modi di pensare che tendono ad escludere il tifoso da certi meccanismi riducendolo alla stregua di “cliente” sono sbagliati e portano alla morte del calcio stesso. Così come sono sbagliati certi procedimenti che privano il tifosi dei propri diritti fondamentali di cittadini: obbligo di sottoscrivere una carta di credito ricaricabile per abbonarsi, divieti di trasferta, divieto di esporre striscioni, divieto di esprimere il proprio pensiero… anche gli stessi Daspo sono in realtà anticostituzionali, visto che vanno a privare una persona della propria libertà individuale senza tuttavia che il provvedimento sia stato stabilito da un giudice dopo un regolare processo ma da un Questore dopo aver letto (molto più spesso: dopo aver firmarto senza leggere) un rapporto di polizia…

Visto il tunnel senza uscita imboccato da anni dal calcio italiano soprattutto in termini di presenze allo stadio, credo sia utile quanto prima studiare un’alternativa alla repressione senza quartiere che negli ultimi vent’anni ha interessato le curve ed il tifo organizzato. I loro provvedimenti non hanno sconfitto la violenza, anzi: hanno solo spento il tifo e la passione di moltissimi italiani. Urge un cambio di direzione da parte dello stato e degli stessi dirigenti calcistici, grazie.

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