Bedin, profeta in patria a Campodarsego

Bedin, profeta in patria a Campodarsego

Tra i protagonisti indiscussi della stagione del Campodarsego c’è capitan Maurizio Bedin. Classe 1979, sino a tre anni fa stabilmente nel calcio professionistico, con il suo mix di esperienza e tecnica è stato di fatto la colonna portante della retroguardia biancorossa. «Ringrazio Gesù per questa vittoria, avere queste soddisfazioni in campionato a 36 anni non è una cosa che capita di frequente», commenta, non senza tradire qualche emozione. «La sento in maniera particolare perché si tratta della squadra del comune in cui sono nato e cresciuto, oltre ad aver mosso sempre qui i primi passi nel mondo calcistico: abitavo a Reschigliano, a poche centinaia di metri dall’attuale sede societaria, e a 9 anni ho iniziato la mia avventura». Dopo una vita nel professionismo, in società note ai più come Udinese e Lecce ma anche in tante altre da Nord a Sud, la decisione di avvicinarsi a casa. E così è approdato alla Thermal Abano, per passare l’anno scorso al Campodarsego assieme ai vari ex aponensi Michelotto, Lovato e Volpato. «Nell’ultimo anno abbiamo trovato un allenatore, Antonio Andreucci, molto preparato, ma che soprattutto era in grado di comunicare con noi giocatori e motivarci. Quindi un presidente, Daniele Pagin, che ci è sempre stato vicino. E un direttore generale, Attilio Gementi, che ha messo assieme la squadra. Tanto che adesso possiamo definirci una vera e propria famiglia, perché c’è davvero un bel clima all’interno. E abbiamo saputo andare avanti nonostante le difficoltà, come l’infortunio a metà stagione di Rej Volpato, fino ad allora capocannoniere assoluto. E nonostante fossimo sulla carta di livello inferiore a squadre come l’Adriese e avessimo dovuto soffrire fino all’ultimo in molte partite. Ma alla fine la promozione è arrivata e la dedico alla mia famiglia, che mi ha seguito dappertutto, in particolare ai miei due figli Cristian e Tommaso, che attualmente militano proprio nelle giovanili del Campodarsego». Un pensiero va pure alla promozione in Lega Pro del Padova, compagine dove Bedin ha militato per cinque anni durante l’era Cestaro. «Sono indubbiamente contento anche per loro, soprattutto per la fedeltà dimostrata dai tifosi dopo i problemi dell’anno scorso». E per il futuro? «Intendo andare avanti il più possibile, finché ho forza e motivazioni. Vediamo adesso con il Campodarsego… Mi piacerebbe comunque poter allenare». Lo sfortunato infortunio di domenica scorsa in uno scontro “aereo”, che gli ha procurato un taglio sopra l’occhio e gli ha impedito di giocare sino alla fine, non lo ha perciò fermato. Anzi, se riuscirà ad allenarsi negli ultimi giorni, potrebbe tornare in campo magari già domenica prossima a Sant’Ambrogio di Valpolicella, nel Veronese

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