Caso Chievo, massima serie a rischio. Ecco chi sono gli indagati e perchè

Caso Chievo, massima serie a rischio. Ecco chi sono gli indagati e perchè

di Redazione PadovaSport.TV

La sentenza è attesa nell’arco di due o tre giorni. Fra giovedì o venerdì al massimo. Il Chievo rischia di perdere seriamente la serie A (verrebbe in quel caso ripescato il Crotone, che si è costituito terzo interessato al processo annunciando «copiosa documentazione sulla situazione economico- patrimoniale della società veneta»). Perchè il Chievo rischia di finire in serie B? Sono venti le persone indagate nel processo che riguarda, oltre i gialloblu, anche il Cesena (già fallito). Tra gli indagati anche il presidente Luca Campedelli. Con lui anche Piero e Giuseppe Campedelli più Michele e Antonio Cordioli, all’epoca dei fatti consiglieri della società. Il problema è che sono deferiti anche i due club per responsabilità diretta e oggettiva per le plusvalenze (fittizie) che riguardano i calciatori Rodriguez, Garritano eRigione così come profili minori fra Haddou, Tomassini, Gkaras, Magrini, Concato, Mazzavillani, Mahmuti, Bartoletti, Foletto, Andreoli, Eziefula, Sarini, Tosi, Zambelli, Grieco, Placidi, Borgogna, Zoppi, Asllani, Cantarelli, Drudi, Parol, Mansi, Galassi, Di
Cecco, Fonte e Romano. A cosa servono le plusvalenze fittizie? Sono tutte operazioni quelle condotte da Chievo (e Cesena), se venissero confermate le accuse, condotte e finalizzate a far apparire un patrimonio netto superiore a quello realmente esistente alla fine di ciascun esercizio e di ciascun semestre, così da ottenere la licenza nazionale e l’iscrizione al campionato di Serie A delle stagioni 2015-2016, 2016-2017 e 2017-2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale.

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