I tifosi ci scrivono, Dal Canto e l’autogestione

I tifosi ci scrivono, Dal Canto e l’autogestione

Le lettere dei tifosi

Riportiamo alcune mail che ci sono arrivate in redazione a proposito della questione allenatore. Giusto confermare Dal Canto o puntare su un altro nome, in vista della prossima stagione?

– Gentile direttore seguo il Padova da molti anni (abbonato in tribuna) e vorrei esprimere la mia opinione, controcorrente rispetto a quanto sento, su Dal Canto. Non è che lo stiamo un po’ sopravvalutando? E’ vero, fin qui i risultati sono pienamente dalla sua parte. Ha vinto tre volte e pareggiato altrettante, senza perdere mai. Non vorrei passare per quello che vede sempre negativo, ma l’impressione è che, più che osannare Dal Canto dovremmo chiederci cosa è passato nella testa dei giocatori. Dal Canto ha preso la squadra qualche giorno prima della trasferta di Pescara, vincendo subito. Ha rimesso in campo il leader e cioè Italiano e magicamente la squadra è tornata a fare gioco, con lo stesso modulo che Calori aveva usato a Cittadella, il 4-3-3. Dal Canto o è un fenomeno assoluto oppure la squadra si era solo ribellata a certe scelte assurde di Calori e adesso sta giocando nuovamente come sa. Alcuni giocatori hanno chiamato il presidente dopo soli due allenamenti con Dal Canto dicendo che l’allenatore meritava la conferma, una cosa fuori dal mondo! Ho come l’impressione che questa parte del campionato con Dal Canto in panchina sia come l’autogestione scolastica, con un bravo alunno (Italiano) a tenere l’ordine. [Simone]

Caro Simone, il tempo dirà se Dal Canto è veramente un fenomeno. In ogni caso mi pare ingeneroso parlare di “autogestione”. E’ vero che il modulo è lo stesso, però alcuni interpreti chiave sono cambiati. Personalmente vedo in questo Padova la mano di un tecnico competente quale è Dal Canto, da quel che scrivi sembra invece che in panchina sieda una marionetta.

– Per l’anno prossimo: se veramente il Padova vuole andare in serie A deve affidarsi a una guida esperta. Non ricordo squadre promosse dalla B alla A con un allenatore senza alcuna esperienza. [Marco]

L’esperienza in panchina è importante, ma non fondamentale. Mancini non ne aveva quando iniziò con la Fiorentina, neppure Leonardo al Milan o, di recente, Montella con la Roma. Però avevano tutti alle spalle una carriera importante da giocatore costellata di successi. Ecco, più che l’esperienza, per vincere un campionato serve la mentalità vincente, che si acquista dopo aver raggiunto più volte l’obiettivo prefissato. Dal Canto è alle prime armi, Bisoli in questo senso sarebbe più una garanzia. Ma è ancora presto per parlare di scalata alla serie A. Dobbiamo ancora conoscere il Padova del futuro e le reali ambizioni della società.

 

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