Morosini, la disperazione della fidanzata Anna

Morosini, la disperazione della fidanzata Anna

Le lacrime di Anna rompono il silenzio. La fidanzata di Pier Mario Morosini è arrivata all’obitorio dell’ospedale di Pescara per riconoscere la salma intorno alle nove: è cominciato così il peggiore day after del calcio italiano degli ultimi trent’anni. Con una formalità di rito. E soprattutto con un dolore tutto privato, straziante, che solo in parte diventa pubblico, di tutti. Dopo il fatale malore che ha colpito il giocatore del Livorno allo stadio Adriatico, il calcio si è fermato, come accaduto di recente per le morti di Vincenzo Spagnolo, Filippo Raciti, Giovanni Paolo II e Simone Sandri. Mai, però, si era spento sul campo un proprio eroe dopo la tragedia che colpì Renato Curi nel 1977, quando il mondo era ancora in bianco e nero. E oggi ha solo il colore del lutto.

A Pescara, con Anna, sono arrivati da Bergamo altri amici del giocatore. E c’è anche Abodi, presidente della Lega di serie B. A Livorno, davanti allo stadio, si stanno invece recando in migliaia, per depositare fiori o magari far semplicemente sentire la propria presenza. E un minuto di raccoglimento è stato osservato prima della Vivicittà, l’evento podistico che si è svolto nel capoluogo toscano. In attesa di capire se è stata solo una fatalità, una tragedia, se si poteva evitare e in che modo. Lunedì ci sarà l’autopsia.

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