Sabatini torna a parlare: “Complimenti a Calori e Foschi, del passato non voglio parlare ma…”

Sabatini torna a parlare: “Complimenti a Calori e Foschi, del passato non voglio parlare ma…”

Carlo Sabatini a 360° in un’intervista rilasciata al Gazzettino

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Il sogno di Carlo Sabatini per il 2011? Facile da immaginare, trovare una squadra. «Aldilà del contratto in essere con il Padova fino a giugno, voglio assolutamente allenare per riversare tutta la mia passione e perseveranza verso questo sport». Da sei mesi il tecnico perugino, che ha portato l’undici biancoscudato in serie B e ottenuto a giugno una sofferta ma meritata salvezza ai play out, si trova in stand by, nell’attesa di una proposta che lo getti nuovamente nella mischia.

Come sta vivendo questo periodo?

«Sul piano personale le cose vanno bene, dal momento che posso dedicare più tempo alla famiglia e godermi un po’ di serenità dopo due anni decisamente intensi. È naturale però che mi manchi il lavoro sul campo che per me è tutto, anche perché – magari per il fatto di operare con le giovanili – non ero mai stato fermo più di un mese».

È arrivata qualche offerta negli ultimi mesi?

«Nessuna. Solo qualche approccio dalle categorie inferiori, e mi riferisco alla Seconda divisione che comunque avrei preso in considerazione, non essendo nelle condizioni per non farlo. Non ho infatti un curriculum tale da potere scegliere la categoria; la C1 sarebbe l’ideale, la serie B il massimo, ma il periodo non è certo facile. Nel frattempo ho girato e devo ammettere che ho un po’ peccato in pigrizia, anche perché con la televisione, pur non potendo cogliere certe sfumature che solo dal vivo si notano, c’è modo di seguire più gare contemporaneamente».

A settembre è poi arrivato il patentino di prima a Coverciano.

«È andato tutto bene e devo ringraziare la commissione che mi ha permesso di rinviare la prova dato che a giugno, come ben sapete, ero molto impegnato».

Ad affrontare quell’esame c’erano pure Sannino e Di Francesco, che sulle panchine di Varese e Pescara stanno ricevendo grandi gratificazioni.

«Stanno facendo benissimo e ne sono contento; tra noi c’è grande sintonia, anche perché veniamo da situazioni simili. Di Francesco, ad esempio guidava la Berretti del Pescara e poi ha portato la prima squadra in B, mentre Sannino è arrivato a Varese con la formazione all’ultimo posto in C2. Nel mio piccolo ho dato loro qualche piccolo consiglio, avendo un anno di serie B alle spalle».

A proposito di B, cosa ha detto finora il campionato?

«Lo vedo abbastanza simile al precedente, con molto equilibrio. I valori stanno emergendo, ma anche Atalanta e Siena devono giocarsela con le unghie e con i denti, senza dimenticare il Novara. Tesser sta facendo un lavoro incredibile e la sua squadra è in testa da due anni. Evidentemente c’è la mentalità giusta».

Come giudica la prima parte della stagione del Padova?

«Non vorrei parlarne. Ho visto solo spezzoni di gara, e sul piano professionale sto piano piano cercando di staccarmi. Quello che ho fatto e vissuto resterà per sempre e lo conserverò gelosamente nel mio scrigno dorato, ma al tempo stesso è giusto per me affrancarmi dall’immagine di uomo legato esclusivamente a questa società. Spero di costruire altrove un altro Padova».

Non ci dice proprio nulla?

«Sta facendo molto bene, complimenti a Calori e Foschi; adesso serve quel salto di qualità che è nelle potenzialità della squadra, ma la base è molto buona, aldilà delle ultime sconfitte».

Rispetto all’anno passato a quest’epoca, l’attuale squadra ha conquistato due punti in più, ma la sequenza di risultati delle ultime partite – tre sconfitte di misura interrotte da un successo per 1-0 all’Euganeo – è molto simile. La neve sulla strada di Livorno ha mutato preventivamente i destini.

«Noi invece la trovammo di ritorno da Ascoli dopo avere perso l’ultima gara dell’anno. Per quanto successo dopo, sarebbe stato meglio scendesse all’andata. Non si possono però paragonare stagioni differenti».

Un’ultima domanda sul libro uscito la scorsa estate che racconta la sua esperienza padovana. Pensa veramente che tutta la stampa lo ritenesse un mediocre come si legge?

«No. Mi riferivo a qualche articolo o qualche battuta fatta in tv. Se la squadra si è salvata ai play out, arrivando in quelle condizioni, evidentemente c’è stato anche qualche errore da parte mia. Forse però, poteva essere messo maggiormente in rilievo quanto di buono fatto nelle ultime decisive gare con Brescia e a Trieste, dove mi sono preso la responsabilità di cambiare modulo e inserire Vantaggiato. Nelle scelte tattiche e di uomini penso di avere fatto bene l’allenatore».

Ai tifosi cosa dice?

«A loro e a tutti coloro che vogliono bene al Padova faccio i migliori auguri di buone feste e buon anno».

 

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