Nuovo Euganeo, Zabeo (Zed): “Il progetto di Bonetto? Stadio troppo piccolo per noi”

Nuovo Euganeo, Zabeo (Zed): “Il progetto di Bonetto? Stadio troppo piccolo per noi”

Continua la discussione in città, dopo le dichiarazioni dell’ad biancoscudato

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Progetto spettacolare quello presentato da Roberto Bonetto, relativo al nuovo Euganeo. Ma in città c’è ancora da vincere una certa resistenza: a PadovaSport.tv è intervenuto Diego Zabeo, il numero uno di Zed, società che da qualche anno sta portando Padova a scalare le vette dell’intrattenimento musicale: “In linea di massima – spiega l’imprenditore – sono dalla parte del sindaco Bitonci, al momento c’è il progetto del Plebiscito, sarà lui poi a valutare eventuali altre idee sulla zona Euganeo. Cosa ne penso del progetto di Roberto Bonetto? Onestamente uno stadio da 22.000 spettatori è troppo piccolo per noi, anche ricavando ulteriori posti per i concerti (come la zona parterre, ndr). Il progetto così com’è ci costringerebbe a guardarci altrove per i grandi concerti della stagione estiva. Ripeto, sono dell’idea che debba decidere il sindaco, io farò musica solo se lo stadio sarà ancora idoneo”. Sul caso, intervistato da Il Mattino, è intervenuto anche Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom, associazione che “drizza le antenne” ogni volta che si parla di nuove strutture commerciali. «Il Padova, cioè la squadra, e Padova, intesa come città, si meritano la serie A e uno stadio nuovo – sottolinea Bertin – Ma il nuovo impianto non può essere il “cavallo di Troia” utile per vanificare la nostra battaglia decennale contro i centri commerciali. Mi sento di sostenere il pensiero del sindaco quando dice che ogni ambito commerciale dovrà essere realizzato all’interno della struttura del nuovo stadio e non attorno ad essa – chiarisce il presidente padovano dell’Ascom – Noi non possiamo non sottolineare come i centri commerciali all’ingresso della città costituiscano una minaccia fortissima per il commercio cittadino che è anche l’unico baluardo, con le sue vetrine e con la sua forza di attrazione, contro la desertificazione ed il degrado in centro e nei quartieri». Da qui il messaggio di Bertin ai tifosi: «Sono anch’io un appassionato del Calcio Padova. Ma non può essere sempre e solo il commercio a pagare dazio». Infine una constatazione: «Dopo la crisi da qualche mese a questa parte stiamo assistendo ad una ripresa dei progetti, veri o presunti, su aree da riqualificare o ancora vergini o quasi tali, che di volta in volta vengono supportati da giustificazioni che tendono ad occultare il pericolo principale: quello di una cementificazione selvaggia di dubbia utilità. A cosa possono servire 24 mila metri quadrati di alberghi e 18 mila di abitazioni vicino allo stadio?». Insomma, il sasso è stato lanciato (da Roberto Bonetto), ora è la città, con le sue tante componenti, a dover “recepire”.

 

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