Altinier: “Come dice il capitano, proviamo a vincerle tutte!”

Altinier: “Come dice il capitano, proviamo a vincerle tutte!”

Cristian Altinier, il ritiro a Pieve di Cadore è ormai agli sgoccioli. Un bilancio di questi suoi primi giorni da biancoscudato? «Tutto a posto, mi trovo bene con i compagni e con lo staff. Ora dobbiamo continuare a lavorare per cercare di migliorare giorno dopo giorno e arrivare il prima possibile in condizione». Come procede a livello personale? «Ci sono degli step da raggiungere. In questa fase della preparazione si fa fatica e le gambe non girano come vorresti, a volte la testa va più veloce. Ma rientra tutto nella normalità: sarebbe preoccupante il contrario». Come vede la crescita della squadra? «Mi sono trovato al meglio da subito, è un gruppo sano e con voglia di fare. I nuovi si sono inseriti bene e se ci saranno altri giocatori che si aggregheranno, troveranno un gruppo già coeso e unito».

Naturalmente ha avuto modo di testare anche i metodi di lavoro di Parlato. «Lo conoscevo già dato che ci eravamo incrociati sul campo quando ero all’inizio della mia carriera. L’impressione è buonissima, me lo ricordavo proprio così. Spiega alla perfezione le cose che sono da fare, e ha idee molto chiare». Nelle due amichevoli che ha giocato, ha già confermato di avere un grande fiuto sotto porta andando sempre a segno. Senza dimenticare i diciassette sigilli nell’ultimo campionato con l’Ascoli. Quanti ne ha in programma quest’anno? «Non mi metto mai obiettivi in termini realizzativi, se non quello di fare il meglio possibile, migliorare ogni giorno e dare un contributo alla squadra in entrambe le fasi di gioco. Non è una frase fatta, è la verità. Poi se si lavora al meglio durante la stagione, i risultati arrivano». La società punta a ritornare quanto prima in serie B, magari proprio con i suoi gol. «Mi hanno fatto sentire molto importante, spero di ripagare la fiducia sul campo e con gli atteggiamenti». A proposito di atteggiamenti, è uno dei giocatori più carismatici del gruppo. Parlato le ha chiesto di aiutare anche i suoi compagni più giovani? «Non me l’ha detto, ma è sottinteso. Dai più grandi deve arrivare sempre un esempio per i più giovani sul modo di comportarsi, allenarsi e di affrontare i vari momenti che ci sono in una stagione». Curiosità: con chi condivide la stanza a Pieve di Cadore? «Cunico, abbiamo giocato insieme al Portogruaro e siamo rimasti sempre amici. Ha deciso la società, forse perché sapeva della nostra amicizia. Speriamo di dimostrare il nostro feeling anche sul campo». Quale è il punto di forza di capitan Cunico? «È un trequartista moderno che fa entrambe le fasi, ha grande visione di gioco, anche in verticale che è sempre stata la sua forza. E poi con la sua dinamicità può diventare un centrocampista aggiunto dando una mano alla squadra». Senza fare torti a qualcuno, tra i biancoscudati chi è il più simpatico? «Petrilli e Aperi sono una bella coppia di comici con le loro battute, fanno ridere». Domenica scorsa sono arrivati a Pieve di Cadore settecento tifosi per vedervi in amichevole, un primo assaggio del calore che troverete durante il campionato. «Si sa che è una tifoseria calda e numerosa. È una responsabilità in più per noi e non deve essere un peso, ma ci deve dare una spinta ulteriore». Dove può arrivare questo Padova? «È ancora presto per dirlo, siamo in fase di costruzione e non conosciamo le rivali. Ma come dice il nostro capitano, proviamo a vincerle tutte. Questa deve essere la nostra mentalità».

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