Crisi San Paolo, la storia di Benucci: “In due anni ho ricevuto cinque stipendi. Sciopero? Continueremo ad allenarci per onorare il campionato”

Crisi San Paolo, la storia di Benucci: “In due anni ho ricevuto cinque stipendi. Sciopero? Continueremo ad allenarci per onorare il campionato”

Nel quadro generale sempre più preoccupante del calcio italiano, si inserisce la situazione dell’Atletico San Paolo, la società padovana in piena crisi economica che cerca di sopravvivere tra mille difficoltà, grazie alla forza di volontà e alla professionalità di giocatori e allenatore. Ieri sera ce lo ha raccontato, ospite di #PadovaNelCuore, il giovane Nandor Benucci, uno dei giocatori dell’Atletico San Paolo: “In due anni ho ricevuto cinque stipendi. Ma la situazione di quest’anno è diversa, in estate è stata creata una nuova società e subito ci è stato detto che i soldi c’erano. Ora siamo a metà marzo e ancora non abbiamo visto niente, la situazione si è aggravata ulteriormente con la partenza di molti giocatori, che hanno scelto di andare via. Il risultato è che spesso ci alleniamo in 15. Per noi giocatori è dura, non parlo magari di me che sono giovane e la serie D è una vetrina importante, ma tra i più esperti c’è chi ci vive con il calcio. Sciopero come la Triestina? Per rispetto dell’allenatore Antonelli che ce la sta mettendo tutta per raggiungere la salvezza, continueremo ad allenarci”. La storia dell’Atletico ha tratti farseschi: dalla video-chiamata alla squadra del fantomatico Dirk, a capo di una (altrettanto) fantomatica società olandese, alle giornaliere promesse di pagamento. Quello che non è chiaro è l’accanimento terapeutico a voler tenere in vita a tutti i costi una creatura già morta e sepolta da tempo. Ma tanto a farne le spese non sono coloro che giocano a fare i presidenti di calcio, bensì chi ci lavora giornalmente (giocatori e staff tecnico).

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