ESCLUSIVA, Italiano: “Iunco perfetto per il Padova. Ripescaggio? Non mi piace l’idea”

ESCLUSIVA, Italiano: “Iunco perfetto per il Padova. Ripescaggio? Non mi piace l’idea”

Tra possibili arrivi e partenze, il nuovo Padova può contare su una certezza: Vincenzo Italiano. L’esperienza e la qualità del capitano torneranno utili anche nella prossima stagione. Intanto il regista si gode le meritate vacanze nella sua Sicilia. Lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Vincenzo, tra poco comincerà il tuo terzo anno a Padova…

Sì, e sono molto contento. Non ho ancora parlato con la società, ma non penso che ci incontreremo perchè ho un altro anno di contratto e credo che la dirigenza voglia puntare ancora su di me.

Presidente e direttore sportivo hanno grandi progetti per questo Padova.

Non ho dubbi su questo, la serie A è un sogno del presidente, che è persona molto ambiziosa. Tantopiù dopo aver toccato con mano la promozione, adesso possiamo davvero puntare a fare il salto di qualità. Ho fiducia anche nel direttore sportivo e in tutto lo staff.

Cosa serve a questo Padova per fare il salto di qualità e diventare una squadra da prima fascia?

Innanzitutto bisogna rifare l’attacco perchè tra prestiti scaduti e fine contratti abbiamo perso tutti. Per il resto pochi ritocchi di qualità da aggiungere ai giocatori che già ci sono. E’ chiaro che se si vuole vincere bisogna puntare su nomi importanti che conoscono molto bene la categoria, ma questo il direttore lo sa bene.

Giocatori di qualità come Mino Iunco…

Certo, lui è il primo nome che consiglierò alla società. L’ho già fatto in passato ma lo ribadirò, tantopiù adesso che giochiamo con il 4-3-3. Iunco ha raggiunto la piena maturità, pur essendo ancora relativamente giovane (27 anni, ndr). In serie B se sta bene fa la differenza, nel tridente sarebbe davvero perfetto come esterno. Ci siamo sentiti prima delle vacanze, ovvio che mi farebbe molto piacere se venisse a Padova anche perchè siamo molto amici.

Si parla di ripescaggio, tu ci pensi?

Se devo essere davvero sincero è un’ipotesi a cui non penso perchè non mi entusiasma più di tanto. Non mi piace proprio l’idea di essere promosso così. Volevamo festeggiare la serie A a Novara, dopo aver vinto in finale. Nel calcio è bello festeggiare sul campo e non per le disgrazie altrui.

 

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