L’Espresso: calcioscommesse, ancora partite nel mirino. Cittadella-Empoli “caso eclatante”. C’è anche Padova-Carpi

L’Espresso: calcioscommesse, ancora partite nel mirino. Cittadella-Empoli “caso eclatante”. C’è anche Padova-Carpi

Dal sito de L’Espresso:

L’allarme lanciato da Federbet nel rapporto presentato al Parlamento Europeo. Oltre 110 partite truccate in tutto il continente nell’ultima stagione. Un mercato mondiale delle scommesse che vale tra i 500 e i 700 miliardi all’anno. Di questi il 10% gira intorno al ‘match-fixing’.

A lanciare l’allarme è il rapporto 2013-2014 presentato oggi al Parlamento europeo da Federbet, Federazione europea di operatori del settore scommesse che ha come obiettivo il contrasto al match-fixing. Sono oltre 110 le partite truccate registrate nell’ultima stagione in un’analisi a campione sui campionati d’Europa, con leghe in cui il fixing è ormai di casa, come a Cipro, in Grecia, nei paesi balcanici, in quelli baltici e dell’Est, tutti campionati minori, o dove si sta facendo pericolosamente spazio, come nelle divisioni inferiori di Francia, Portogallo e Inghilterra. Ed attecchisce anche al Nord, nei “virtuosi” paesi scandinavi, il vento della combine è spinto anche dalla crisi che erode le disponibilità economiche delle squadre e porta i giocatori, spesso ludopatici – e quindi ricattabili – e altrettanto spesso lasciati senza stipendio, a cercare altre fonti di introiti. Il mercato mondiale delle scommesse è stimato tra i 500 ed i 700 miliardi all’anno, di questi il 10% gira intorno a partite truccate.

“Sono i numeri a parlare e i numeri non mentono”, spiega Francesco Baranca, Segretario Generale di Federbet. “Noi analizziamo le quote prima e durante ogni match: le quote sono come le azioni della borsa, hanno un valore che dipende dal mercato, se questo valore muta per fattori che non sono sportivi, ossia non varia per infortuni o squalifiche, allora vuol dire che c’è chi sta immettendo grosse somme di denaro su un risultato particolare. E questo si fa solo in caso di combine”. Quello che sta succedendo in Italia, di nuovo.

“Abbiamo riscontrato moltissime partite sospette in Italia – insiste Baranca – soprattutto in Lega Pro e ne abbiamo segnalate solo una parte, ma l’impressione è che tutto sia tornato al 2010-2011 quando il fixing era pane quotidiano”. Un’allusione all’anno d’oro della manipolazione sportiva, quando bande di “italiani”, “zingari” ed “ungheresi”, mossi da Singapore, dettavano risultati, successione e numero dei goal. E riscuotevano. Poi vennero le inchieste di Cremona, Bari e Napoli che fecero luce su queste dinamiche (con pene sportive peraltro assai limitate, se non irrisorie) e la febbre della combine sembrava essere passata. Sembrava. “Nelle ultime settimane i bookmaker non si azzardavano nemmeno più a quotare le partite di Lega Pro e alcune di B, nel finale di campionato i palinsesti erano ridotti al minimo, segno chiarissimo che non ci si poteva fidare della partita, che era un agguato di fixing dietro l’altro”. L’Italia, per cultura sportiva, non è certo l’Inghilterra, da noi non si combatte fino all’ultimo minuto dell’ultima partita della stagione, da noi il vizio di mettersi d’accordo, soprattutto a fine campionato, è una prassi consolidata, ancor più se il risultato fa comodo a tutti. Il problema è che se poi i giocatori scommettono su quel risultato, direttamente o tramite parenti ed amici e vendendo l’informazione della combine a gruppi criminali, allora si entra nella fattispecie penale della manipolazione sportiva. È quello che sta succedendo.

Scendiamo in Serie B, “il caso più eclatante è Cittadella-Empoli del 25 maggio”, insiste Baranca. Entrambe le squadre hanno bisogno di un punto, quella toscana per andare in A quella veneta per salvarsi. La combine è per il pareggio con over. L’Empoli va subito sul 2 a 0 ed improvvisamente il mercato asiatico ritira la quota del pareggio, vista la mole di giocate sull’X anche se la squadra favorita era già avanti 2 a 0 sulla quint’ultima in classifica. Al 38′ ed al 42′ il Cittadella pareggia, ma non basta. Al quinto minuto di recupero della prima frazione rigore per l’Empoli. Sul dischetto va Maccarone, lo avvicina Coralli del Cittadella, per diverse stagioni proprio all’Empoli, si parlano, poi Coralli va dal suo portiere, Di Gennaro, gli parla. Maccarone parte, Di Gennario para, risultato salvato. Nel secondo tempo non si è mossa una foglia in campo. E si incassa.

29 maggio Palermo-Crotone. La quota del pareggio parte a 2.40 e chiude a 1.30. “C’è stato un milione di giocate, quando la media per la serie B è sui 100 mila euro. Sia per l’Empoli che per il Palermo il mercato asiatico non quotava la specialità 1-X-2, ossia i risultato finali, quotavano solo eventi diversi. Quando gli asiatici ritirano delle quote vuol dire che la combine è conclamata”. Nel mirino di Federbet anche altre due di B, Padova-Carpi del primo febbraio e Crotone-Trapani del 25 maggio, e poi diversi di Lega Pro: Paganese-Frosinone; Paganese-L’Aquila; Barletta-Benevento; Benevento-Viareggio Over e Prato-Benevento. “Sono solo la punta dell’iceberg”, l’opinione dell’uomo di Federbet. Il 2 maggio una dichiarazione ufficiale della Lega Pro diceva che “su 1.200 gare analizzate, non c’è stata nessuna segnalazione di anomalia segnalata da parte di SportRadar”. SportRadar è il sistema di controllo che per conto dell’Uefa monitora i campionati europei.

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