La preparazione atletica del Padova: i segreti di Munzone

La preparazione atletica del Padova: i segreti di Munzone

Si fa il tagliando (test fisici), e poi sotto con il lavoro per affinare tutti i parametri di muscoli e fiato. Un lavoro meticoloso che viene impostato nel ritiro di Folgaria, e quindi sviluppato per tutta la stagione. Il tutto sotto l’occhio clinico del preparatore atletico Fabio Munzone, il “medico” della situazione. Che ha appunto l’obiettivo di fare rendere al meglio i biancoscudati. «Ma non raggiungeremo mai il 100 per cento della condizione – spiega Munzone – altrimenti dopo il picco avremmo una caduta verso il basso. La nostra idea è avere i giocatori a un livello medio-alto: diciamo un 85-90 per cento della prestazione massima, e mantenerla il più a lungo possibile».

Andiamo allora nello specifico del lavoro che attende la squadra. «I primi giorni a Bresseo sono stati dedicati all’avviamento motorio, e i test ci sono utili per avere un punto di riferimento su cui poi migliorare. Partiamo da una buona condizione di base. Adesso in ritiro lavoriamo di pari passo sul miglioramento delle qualità organiche, partendo dalla potenza aerobica per arrivare in tre settimane alla velocità, e delle qualità muscolari, e cioè raggiungere una base di forza massimale per passare successivamente al lavoro esplosivo. La terza settimana (la prima di ritorno a Bresseo, ndr) sarà di completamento, e dalle prime partite ufficiali si passa al lavoro di affinamento».

Il primo impegno sarà la Coppa Italia, domenica 14 agosto. «Più o meno saremo a due terzi del cammino sul piano fisico-organico». E in vista dell’inizio del campionato? «La condizione ottimale sarà raggiunta dopo tre-quattro partite. Chi gioca la raggiungerà subito, per i ragazzi meno impiegati la gestione è leggermente diversa per fare in modo che siano pronti quando chiamati in campo». Quindi sulla disponibilità del gruppo a seguire le direttive: «Mai alcun tipo di problema, anche nel lavori più faticosi. Si allenano volentieri, con grande impegno». Le strutture a Folgaria? «Ottime. Il terreno del campo è perfetto, e in albergo abbiamo tutto ciò che ci serve, anche per le terapie ed eventuali lavori di recupero».

L’anno scorso lavorava insieme a Maresi e Turci. Il feeling con i nuovi componenti dello staff? «Ci siamo conosciuti nelle ultime settimane, e c’è una buona affinità. Tutto ciò che facciamo è frutto di scelte condivise. Le cose scorrono via fluidamente, e rispecchiamo tutti il carattere dell’allenatore: se c’è da dire qualcosa, lo si fa sempre con grande chiarezza».

A proposito di Dal Canto. Lei è stato il suo preparatore ai tempi del Perugia: «Ricordo che da vero professionista diceva sempre quello che pensava, una qualità – ripeto – che apprezzo molto. È piacevole lavorare con lui: una persona che professionalmente ha grandi qualità, ed è piacevole sul piano umano».

ALIMENTAZIONE. Riveste un ruolo fondamentale durante la preparazione, dato che mediamente ogni giorno i biancoscudati bruciano 2.500-3.000 calorie. Il menu è stato studiato da Patrizio Sarto, responsabile dell’area medica. A colazione i giocatori trovano succhi di frutta, caffè, the, yogurt, pane e marmellata. Quanto al pranzo e alla cena, buffet di verdure prima dei due pasti. Quindi carboidrati sotto forma di pasta o riso con condimenti leggeri, mentre il fabbisogno giornaliero di proteine è fornito da secondi piatti a base di carni bianche, grana, bresaola. A completare i pasti, frutta e crostata. Capitolo bevande. Niente Coca cola e aranciata a tavola, solo acqua. È consentito mezzo bicchiere di vino al giorno. I giocatori sono pesati prima e al termine di ogni allenamento, in modo da reintegrare i liquidi persi.

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