La vigilia di Bergamin: “Non vedo l’ora di cominciare. Mi aspetto di superare i duemila abbonamenti”

La vigilia di Bergamin: “Non vedo l’ora di cominciare. Mi aspetto di superare i duemila abbonamenti”

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L’attesa per la prima di campionato, le aspettative per questa stagione ma anche il racconto di come è nata l’idea di far ripartire il calcio a Padova. Giuseppe Bergamin si racconta sulle pagine de Il Mattino in una lunga intervista realizzata da Stefano Edel di cui riportiamo alcuni estratti.

Vigilia. “Non vedo l’ora che arrivi la partita con l’Union Pro – spiega Bergamin – proprio per misurare esattamente cosa sia il campionato rispetto alla Coppa, per verificare se ciò che ho toccato con mano in queste settimane verrà confermato, perché qualcosina di calcio credo di capirne. Ho seguito la squadra in tutto il periodo di preparazione, e mi aspetto ovviamente delle risposte pari alle attese. Perché non sono preoccupato? Ho tastato il polso al gruppo, lo trovo coeso dopo un mese di lavoro, c’è la quantità giusta di persone, con una rosa abbastanza ampia, che comprende quasi tutti giocatori di qualità, e questo ci dà affidabilità sia per quanto riguarda chi scenderà in campo sia per gli eventuali rincalzi”.

Pubblico e abbonamenti. “Per quanto riguarda il pubblico, ho capito come funzionano certe cose, e devo concludere che il tifo qui ha delle dinamiche complesse, meno semplici di quanto immaginassi. Padova è particolare: ci sono correnti, ci sono rivalità, non è tutto facile. Però, pian piano, giocando in trasparenza e con semplicità le nostre carte, penso che, anche rispetto alle annate precedenti, si possa creare un ambiente più unito. Relativamente alla frequenza allo stadio, abbiamo fatto delle previsioni e l’obiettivo delle 2.000 tessere ci sembra raggiungibile. A dire il vero, mi aspetterei anche qualche numero in più, tuttavia meglio restare prudenti”.

Bonetto. Bergamin racconta il suo rapporto con Bonetto, definito essenziale per la rinascita del Padova: “Siamo umili, Roberto ed io, piccoli imprenditori che sanno gestire le proprie aziende e che intendono il calcio come un’altra azienda, diversa certo, ma da seguire con analoghi criteri. Ho trovato una persona, Roberto Bonetto, che è una macchina da un punto di vista organizzativo: nel fare i conti, nell’allestire i budget, nel prevedere e sciogliere determinati “nodi” è bravissimo, è proprio l’amministratore delegato che ci vuole in una società”.

Vecchio Padova. Bergamin confida di voler riallacciare nel breve la nuova società con la vecchia, anche se tempi e modi ancora sono da definire.

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