Le venete in Lega Pro: futuro incerto anche per Venezia e Vicenza

Le venete in Lega Pro: futuro incerto anche per Venezia e Vicenza

C’era una volta il calcio veneto, quello delle città ricche e appassionate, che si permetteva di piazzare anche tre squadre in A quando andava bene. Quello che arrivava in semifinale di Coppa delle Coppe, che applaudiva alle magie di Recoba, che sognava all’Appiani. Rinascita di Verona a parte, oggi il calcio veneto è rappresentato solo dalla provincia. Perché le grandi storiche sono in crisi. Non è solo il futuro del Padova, infatti, ad essere più che mai incerto. Anche le altre due rivali maggiori, e che nella prossima stagione si ritroveranno (se tutto va bene) per due derby ricchi di pathos, non se la passano affatto bene. La situazione un po’ meno preoccupante, sebbene sia da seguire con attenzione, è quella di Venezia. Dopo l’amara esclusione dai playoff, arrivata ai primi di giugno, in laguna si è vissuto un mese di stand-by. Il presidente russo Korablin non si è più fatto vedere e non ha svelato i piani per il futuro, anche per quel che riguarda il piano economico-finanziario da presentare all’amministrazione per la costruzione del nuovo stadio. C’è chi dice sia rimasto particolarmente stizzito dall’inchiesta sulle tangenti del Mose, sebbene il direttore sportivo Gazzoli sia tornato lunedì da Mosca rassicurando la piazza sul fatto che il presidente non abbia intenzione di mollare. A Venezia lo aspettano nei prossimi giorni, ma a conti fatti ha buttato via un mese per programmare la stagione 2014/15, bruciando il vantaggio che aveva sulla concorrenza. Emblematico il fatto che ancora non sia stata presa una decisione sul tecnico Alessandro Dal Canto, che non dovrebbe comunque essere confermato dopo il deludente esito dell’ultimo torneo. Il Vicenza, invece, sta vivendo ancora una volta un inizio estate tormentato. La società è in crisi da tre stagioni e in questi giorni sta provando ad avviare una trattativa per cedere il pacchetto azionario ad una finanziaria svizzera. Ma i dubbi che avvolgono i tifosi e anche gli attuali dirigenti biancorossi sono tantissimi, basti pensare che ancora non si conosce l’identità degli imprenditori che si sono fatti avanti tramite questa finanziaria. Le scadenze incombono e, se non si dovesse arrivare all’accordo entro l’inizio della settimana prossima, è probabile che salti tutto e il Vicenza riparta dalla vecchia e instabile società. Con l’obiettivo primario di vendere per far cassa. E intanto la provincia se la ride di gusto. Il Cittadella è l’unica squadra veneta di serie B, mentre per la prossima Lega Pro le uniche due squadre che sembrano godere di ottima salute sono il Bassano (dove Rosso ha deciso di restare in sella, prendendo Antonino Asta come allenatore) e il Real Vicenza, che per la panchina sta pensando all’ex biancoscudato Michele Marcolini.

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