Padova, si muove qualcosa dietro le quinte. Spunta un acquirente trevigiano e per la panchina…

Padova, si muove qualcosa dietro le quinte. Spunta un acquirente trevigiano e per la panchina…

La posizione di metà classifica consolidata con il pareggio contro il Novara, che mette al sicuro la permanenza in B, permette al Padova di cominciare a programmare seriamente il futuro. In queste settimane in casa biancoscudata, all’insegna del massimo riserbo, qualcosa ha già iniziato a muoversi: incontri, cene, trattative già imbastite e un identikit che per ora rimane molto generico. Si tratta di un imprenditore trevigiano, che già avrebbe avuto un primo colloquio con il presidente Cestaro, per poter entrare in società inizialmente con il 20-30%. Il Cavaliere, come noto, nelle ultime stagioni ha sempre “tentennato” quando si è trattato di dover ripartire, con nuovi programmi e nuovi investimenti: i recenti risultati sportivi della squadra certo non lo hanno incoraggiato in questo senso. In tanti, nella cosiddetta stanza dei bottoni, stanno facendo pressione sul Cavaliere, come ogni anno, affinchè non ridimensioni il proprio impegno economico, ma ora servono ben altri argomenti, serve altro denaro da immettere nelle casse.

Un Padova trevigiano? Al momento non c’è nulla di concreto, e nulla trapelerà riguardo a possibili cessioni di quote del Calcio Padova se l’affare non dovesse andare in porto. Lo scenario è sempre lo stesso: da una parte il “cuore” del presidente Marcello Cestaro, che vuole fortemente regalare la serie A a Padova, dall’altra la “testa” del figlio Lorenzo e dei dirigenti dell’azienda di famiglia, l’Unicomm. In mezzo il manager Luca Baraldi, il cui compito è quello di traghettare il Padova verso un’altra proprietà, creando le basi per un graduale disimpegno della famiglia Cestaro dal calcio (basti pensare alla drastica riduzione dei giocatori di proprietà, e ai tanti prestiti di quest’anno). I costi di gestione, va detto, sono sensibilmente diminuiti, ma il Padova rimane ancora un giocattolo molto caro.

Parallelamente alla questione societaria, si stanno già vagliando alcuni nomi per l’area tecnica. Tanti “profili” sono arrivati sulla scrivania del presidente. Si è parlato di Pasquale Sensibile, autore del miracolo “Novara”, ma reduce dal fallimento con la Samp: Sensibile piace anche al Pescara, che lo vorrebbe per la “ricostruzione” dopo il disastro di quest’anno in serie A. C’è un’altra idea piuttosto suggestiva (e più economica): il ritorno da ds di Ivone De Franceschi con Nanu Galderisi in panchina, un allenatore che Cestaro ha sempre stimato moltissimo, a cui potrebbe finalmente concedere una chanche. Piacciono anche Atzori e Mandorlini, che, in caso di promozione in A del Verona, non è assolutamente sicuro di rimanere in gialloblu. La conferma di Pea? Al momento appare molto difficile.

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