Penocchio: “Il rinnovamento sarà  sostanzioso”

Penocchio: “Il rinnovamento sarà  sostanzioso”

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Dall’ edizione odierna de “Il Mattino di Padova”, l’intervista di Stefano Edel a Diego Penocchio.

Presidente Diego Penocchio, partiamo dalla fine. Ovverosia dalla sua sfuriata negli spogliatoi del Partenio, dopo la sconfitta con l’Avellino, la decima della stagione. Che cosa ha detto al “suo” Padova? «Premessa: mi dispiace che siano trapelate cose che non avrebbero dovuto uscire perché ciò che avviene dentro quello stanzone non dovrebbe mai essere rivelato al di fuori. Ciò detto, ho urlato in faccia ai giocatori che ne ho i… cosiddetti pieni: una volta per uno scivolone, un’altra per un’ingenuità, un’altra ancora perché uno non si capisce con il compagno, fatto sta che continuiamo a perdere delle partite incredibili. Sono stanco di sentir dire dai miei colleghi e dai loro direttori sportivi che siamo una delle squadre che li ha messi in maggiore difficoltà, che non meritiamo il posto in cui ci ritroviamo ecc. ecc. Ero sceso giù per parlare con il gruppo anche nell’intervallo, stava facendo bene. Mi sono arrabbiato perché non possiamo vanificare gli sforzi di tutti per simili leggerezze».

È una chiusura amara del 2013, e del girone d’andata. Diciotto punti in venti partite, e quella con il Carpi sub judice. I tifosi sono giustamente delusi e invocano interventi drastici sul “mercato”. «Ci saranno sicuramente delle azioni da intraprendere, ma ora lasciamo passare qualche giorno per riflettere bene. Ci ritroveremo dopo Capodanno e faremo le nostre valutazioni. Venendo al campionato, ci siamo portati dietro il fardello di una falsa partenza che ha pesato, inutile negarlo, in modo determinante. Falsa partenza conseguenza di errori da parte della società, di decisioni sbagliate degli arbitri, di preparazioni acerbe di alcuni giocatori, che non hanno risposto alle attese e hanno inciso sul rendimento del complesso. Con Mutti al posto di Marcolin la gestione è indubbiamente migliorata: il tecnico bergamasco, uno di esperienza e garanzia, ha raccolto 17 punti in 14 giornate, ha quasi una media di 1,5 a partita, media da playoff. La società è soddisfatta di lui, ha azzeccato la scommessa dei due centrali difensivi (Benedetti e Carini, ndr) e rilanciato Jelenic, ma non possiamo non considerare quanti infortuni ci hanno tartassato: l’ultimo, quello di Iori, ha privato l’allenatore di quello che è il nostro Pirlo, per fare un esempio calzante. Quanto ai punti, io leggo 18, ma spero che in realtà siano 21».

Quindi è convinto di vincere il ricorso contro la decisione del giudice sportivo di far proseguire la sfida con il Carpi? «Sì, sono fiducioso. Il reclamo è stato portato a Roma. La sentenza della Corte di Giustizia Federale dovrebbe arrivare prima della ripresa del torneo, a gennaio».

A proposito, si è molto chiacchierato in queste ore di un avvicendamento tra i suoi collaboratori: via il ds Secco e al suo posto Imborgia, e qualcuno ha parlato addirittura di Michele Serena in panchina… «Abbiamo smentito tutto attraverso un comunicato («la Società non ha contattato né intavolato trattative con con Imborgia nè con Michele Serena nè con alcun direttore sportivo e/o allenatore», questa la sostanza della nota di ieri), per cui non è il caso di andare oltre. Ripeto, metteremo mano alla rosa, ponendo correttivi là dove c’è bisogno. I responsabili dell’area tecnica stanno ragionando».

Non le chiediamo nomi, perché non ce li svelerebbe neppure sotto tortura. Ma possiamo almeno sapere se il rinnovamento sarà sostanzioso, diciamo sull’ordine di 5-6 unità? «Se è per questo, potrebbe anche superare quella cifra che ha indicato lei».

Cambiamenti che coinvolgeranno tutti i reparti? «Beh, a centrocampo c’è bisogno di rinforzi, poi vedremo anche chi andrà via».

Il 31 dicembre, oggi, si chiude il rapporto della Unicomm con il Calcio Padova. Conferma che lei acquisirà tutto il pacchetto azionario? «Il progetto e gli accordi vanno avanti secondo quanto pattuito. Con Cestaro i rapporti restano buoni, ci sentiamo periodicamente, ci scambiamo anche pareri e consigli. Ovviamente siamo persone diverse e tali resteremo».

E a finanze come stiamo? «L’equilibrio dei conti economici è basilare per sopravvivere nel calcio. In B ci sono alcune società che non navigano nell’oro, anzi. Noi stiamo rispettando i nostri impegni, anche sul pregresso. Purtroppo, è anche vero che la serie A si mangia troppo della torta dei diritti tv».

Un augurio per il 2014? «Parlare sempre più padovano perché mi sto affezionando a questa piazza, ottenere risultati tali da portarci il più avanti possibile ed avere rapporti di civiltà con tutti i tifosi, ultras compresi». Diventerà nonno presto. Conosce già il sesso del nipotino? «Sì, nascerà ad aprile e sarà maschio. I nomi in ballo sono due: Leonardo ed Edoardo».

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