Triestina-Padova, le pagelle: Petrilli il migliore, Cunico in chiaroscuro, giornata no per Petkovic

Triestina-Padova, le pagelle: Petrilli il migliore, Cunico in chiaroscuro, giornata no per Petkovic

Petkovic 5,5: Un calcio di punizione triestino sventato in corner con prontezza al minuto 21, poi tanta imprecisione, vedasi il rinvio malamente effettuato (postumi dell’infortunio?) che per poco non permette a Rocco di siglare la rete del 2-2 a venti minuti dal 90′ e che gli costa la giustificata strigliata da parte di Thomassen. Non impeccabile nemmeno in occasione del gol alabardato.

Bortot 6: Meno arrembante rispetto alle ultime uscite, ha comunque il merito di non permettere mai agli avversari di sfondare dalle sue parti. Il che non è da poco, specialmente per un classe ’97.

Niccolini 6: Poco impegnato nel primo tempo, fa il suo senza eccessive sbavature nella ripresa, contribuendo a conservare il prezioso vantaggio.

Thomassen 6,5: Roccioso ed affidabile. Come al solito. Vero leader della difesa, comanda il reparto con autorità (per informazioni chiedere a Petkovic) interrompendo con efficacia e correttezza le rapide trame offensive alabardate. 

Salvadori 6,5: Bella prova da parte dell’ex Ripa Fenadora quest’oggi al Rocco: solido in fase di interdizione, guizzante in quella di spinta. Precisione dei cross ancora migliorabile, ma è l’unico neo della sua prestazione.

Mazzocco 6: Le dà e le prende in mezzo al campo, cercando anche di colpire da fuori area in avvio di partita. Per buona parte del secondo tempo il centrocampo di casa surclassa quello biancoscudato, ma il 6 in pagella dell’ex Parma e Montebelluna risulta comunque salvo.

Segato 6: Troppo poco nel vivo del gioco, non ha mai occasione di mettere in mostra la sua geometria. Va in sofferenza nel secondo tempo, mostrandosi comunque sempre pronto a ringhiare sulle caviglie degli avversari.

Ilari 6,5: Due guizzi per lui in una gara fumosa: il primo dopo nemmeno 10′ di gioco, quando sfugge alla marcatura della retroguardia alabardata venendo atterrato in area di rigore e reclamando (probabilmente a ragione) il calcio di rigore. Il secondo al 56′, quando si avventa sul secondo palo a spedire in rete un traversone di Petrilli, approfittando della minore densità difensiva da parte degli uomini di Ferazzoli. Un gol che gli evita il 5,5, perché per il resto la sua prestazione non sarebbe passata certo agli annali.

(dal 61′ Zubin) 6,5: Entra per offrire più peso al reparto avanzato con l’obiettivo di chiudere la gara. E ce la fa. Seppur all’ultimo minuto. Per il resto, in precedenza, tanta buona volontà ma zero pericoli dalle parti di Di Piero.

Cunico 5,5: Capitano oggi a corrente alternata: alterna le sue consuete giocate da categoria superiore ad un’eccessiva quanto inedita frenesia, che va a sfociare anche nel nervosismo (vedasi il fallo che gli costa l’ammonizione). Giustamente sostituito in un secondo tempo in cui fondamentale era mantenere i nervi saldi.

(dal 61′ Dionisi) 6,5: Il solito ottimo impatto sulla gara da parte dell’ex Pordenone. La sua corsa e la sua fisicità aiutano la squadra a non cedere alle avanzate alabardate, permettendogli poi di servire a Zubin l’assist per il gol del 3-1 che chiude i conti a pochi secondi dal triplice fischio.

Petrilli 7: Alle prese con la chiusa retroguardia avversaria, dopo un avvio di gara tutt’altro che incoraggiante tira fuori dal cilindro l’eurogol che sblocca la gara, cercando di ripetersi con una girata da fuori area pochi giri di lancette più tardi. Se poi ci aggiungiamo anche il traversone che propizia la rete di Ilari…

(dal 75′ Sentinelli) s.v.

Amirante 6: Seconda gara a secco per la punta genovese. Ma, a differenza di quella di sette giorni fa contro l’ArziChiampo, più per demerito suo che per merito del portiere avversario. Anzi, è proprio l’ex attaccante della Lavagnese a non riuscire ad approfittare di un errore di Di Piero per siglare il gol 2-0 all’altezza della mezz’ora. Cerca poi ripetutamente di riscattarsi nel resto della gara, senza però riuscire a gonfiare la rete. Ha comunque il merito di mettere lo zampino nell’azione che porta al gol di Zubin.

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