L’analisi di Baldin: un derby bruttino ma con 3 punti pesanti

L’analisi di Baldin: un derby bruttino ma con 3 punti pesanti

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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Molti allenatori dicono che un derby può anche essere una partita particolare, ma vale pur sempre tre punti. Questo derby era sicuramente una partita che rientrano in quelle in cui i tre punti sono pesantissimi.

Classifiche alla mano per due motivi: 1) il Padova (in virtù di una partita sospesa che potrebbe valere tre punti) poteva, vincendo, dare una netta inversione di marcia al suo inizio di campionato e agganciare il Cittadella a 10 punti. 2) Il Cittadella vincendo dava continuità agli ultimi risultati e si sarebbe portato in una buona posizione di classifica (la sera si vedra che si trova a 2 punti dai playoff).

Mister Mutti cambia assetto e dopo il 4-4-2 della sua prima partita sulla panchina biancoscudata passa al 3-5-2, con Colombi in porta i tre dietro sono Benedetti centrale con Santacroce e Perna in marcatura. Laterale destro Ceccarelli e laterale sinistro Laczko. A centrocampo Musacci in regia bassa con Cuffa interno destro e Modesto a sopresa schierato forse per la prima volta in vita sua interno sinistro. In avanti riconferma per il bravo Melchiorri affiancato da Pasquato.

Mister Foscarini schiera anche lui un 3-5-2 speculare con Di Gennaro in porta, trio difensivo formato da Pellizzer e Marino in marcatura con Coly centrale. I due esterni sono Sosa a destra e Alborno a sinistra. Di Donato fa il ‘play’ in mezzo con Pecorini interno di destra e La Camera interno di sinistra. In avanti la coppia d’attacco Donnarumma e al debutto dal primo minuto Coralli.

La partita è ben controllata dalle due squadre forse con una leggera prevalenza del gioco nel Cittadella, ma l’obbiettivo primario per entrambe è quello di non scoprirsi e di concedere nulla all’avversario.

Direi che la partita del primo tempo è avara di episodi e di scarso contenuto tecnico, se non che al 47′ Santracroce atterra un po’ ingenuamente Coralli che approfitta del rigore per portare la sua squadra in vantaggio.

Ovvio che il gol sposta gli equilibri e quindi la palla passa a Mutti che decide subito di sostituire Laczko con Ciano mettendo la squadra in 4-3-3: Cuffa, Musacci e Modesto in mezzo, Ciano, Melchiorri e Pasquato davanti.

Ma si fa tanta fatica ad impensierire, a parte un palo di Cuffa su colpo di testa in uno dei palloni messi dentro l’area.

Allora altra mossa al 73′ e Padova a trazione anteriore con il doppio cambio: dentro Osuji e Diakite per Ceccarelli e Musacci. Un 3-3-4 praticamente con Cuffa Osuji e Modesto a centrocampo, davanti Melchiorri e Diakite, esterni offensivi Ciano e Pasquato.

Questo schieramento porta il Padova a tanta pressione, ma anche a scoprirsi alle ripartenze veloci del Cittadella con Dumitru e Di Roberto che aveva sostituito uno stanco Coralli.

Paradossalmente l’espulsione di Di Roberto avvantaggia maggiormente il Cittadella che a quel punto si chiude in 5-3-1 con i cinque molto bassi e lasciando isolato davanti il solo Dumitru che è comunque una mina vagante sulle palle lunghe.

Finisce amaramente per il Padova che perde un’altra partita, mentre i giocatori granata esplodono in gioia.

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