Le “vespe” pungono, peccato poteva essere secondo posto

Le “vespe” pungono, peccato poteva essere secondo posto

Allenatore di calcio, opinionista sportivo, consulente calcistico

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Ancora all’Euganeo il Padova per il doppio turno casalingo. Arriva la Juve Stabia, squadra che sta facendo molto bene, e se non fosse per i 6 punti di penalizzazione sarebbe all’ottavo posto in classifica a pari punti col Verona a 19, frutto di 6 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte.

Dal Canto tira dritto per la strada intrappresa e Padova schierato in 4-3-3 con Perin tra i pali, difesa immutata con Donati, Schiavi, Legati e Renzetti. A centrocampo si rivede lo stesso trio che l’anno scorso ci portò ai play off: Bovo-Italiano-Cuffa. In avanti ritorna Cacia al centro dell’attacco con Cutolo e Lazarevic esterni.

Mister Braglia propone la sua Juve Stabia con un 4-4-2 molto spregiudicato che ogni qual volta entra in possesso palla diventa un 4-2-4. Colombi in porta, Baldanzeddu esterno destro di difesa e Di Cuonzo esterno sinistro, coppia centrale Molinari e Scognamiglio. A centrocampo Davì interno destro e Mezavilla interno sinistro. Danilevicius e Mbakugu di punta supportati dai due esterni alti Raimondi (sinistra) e Zito (destra ) che sono i due uomini molto bravi a trasformare l’attacco a quattro.

La Juve Stabia non sta a guardare: assume un atteggiamento positivo da far sembrare la partita aperta e arriva a due mezze occasioni nei primi 15 minuti, ma è comunque il Padova che si affaccia al tiro con verve. Prima Lazarevic, poi Bovo, ancora Cacia e due volte Cutolo hanno la palla gol ma non realizzano. Al 38′ Cacia finalmente spezza l’equilibrio.

In questo primo tempo gran lavoro in interdizione di Italiano, forse sottotono la partita di Cuffa e Bovo che sembrano lavorare più di quantità che di qualità e talvolta peccano nell’impostazione del gioco, costringendo il Padova e lo stesso Italiano a giocare sempre sul “lungo” con gli attaccanti che tendono a “scappare” in profondità. Anche la Juve Stabia non è da meno e cerca sempre gli esterni alti con lanci a saltare il centrocampo. Allo scadere ancora Italiano con un tiro a lato di un niente sulla sinistra del portiere.

Nella prima fazione di gioco è stato un buon Padova, ma il secondo tempo purtroppo non è all’altezza. Il Padova non gioca bene, fatica a tenere palla in mezzo al campo e loro premono con ripartenze brusche. Nemmeno gli attaccanti riescono a far respirare la squadra tenendo su il pallone e uno stanco Cutolo viene sostituito. Braglia cerca soluzioni alternative, mette Sau di punta al fianco di Danilevicius, inserisce l’ottimo Erpen a destra (assist decisivi) e allarga Mbakogu a sinistra. Prendiamo due infilate centrali “dritto per dritto” (come le chiama Dal Canto) in zona Legati che ci costano i due gol dei pareggi. In mezzo il rigore trasfomato da Italiano. A nulla serve il forcing finale con Dal Canto che toglie Bovo e mette Ruopolo alzando la squadra in 4-2-4.

Il primo pareggio della Juve Stabia era un avvisaglia che questa squadra non ci stava, nel ritornare in vantaggio dopo soli 8 minuti, ho avuto l’impressione che il Padova si accontentasse e pensasse che fosse fatta. I cambi di Dal Canto sono’cadenzati’ con uomini e intervalli precisi. Nove minuti per Ruopolo, giocatore che sa tener palla davanti, sono un po’ pochi anche se fallisce una ghiotta occasione concludendo alto al volo libero sul secondo palo un cross di Renzetti.

L’assenza di Marcolini è quella che si fa più sentire di più, il Dramè di adesso non è quello di inizio stagione, Osuji per ora resta ancora un oggetto misterioso.

Sabato siamo a Pescara…e ‘purtroppo’ ci sono le Nazionali che probabilmente ci porteranno via i vari Donati, Lazarevic, ecc. L’emergenza più grande sarà in difesa dove i 17 gol subiti in 14 partite sono un po’ troppi e dove affronteremo il miglior attacco della serie B. Allo stadio Adriatico sabato sarà una partita vera, di quelle che possono dire molto!

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