Cittadella-Avellino, Ghirardello: “Partita da tripla. Rastelli? E’ uno che andrà  lontano”

Cittadella-Avellino, Ghirardello: “Partita da tripla. Rastelli? E’ uno che andrà  lontano”

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Un tuffo nel passato a quel 6 febbraio del 2005, quando, in pieno recupero, con un guizzo da consumato bomber, firmò il blitz dell’Avellino al “Tombolato” di Cittadella regalando tre punti di platino ai biancoverdi. Quattro mesi dopo si sarebbe tolto, coi lupi, una delle più grandi soddisfazioni nella storia del club: la vittoria nella finale play off dell’allora Serie C1 contro il Napoli. Stefano Ghirardello, doppio ex di Avellino e Cittadella, non lo dice esplicitamente. Ma, tutto sommato, non gli dispiacerebbe passare il “testimone”; che la statistica relativa all’ultimo successo dell’Avellino in Veneto, contro i granata, si ritrovasse ad essere aggiornata proprio martedì prossimo. Più di otto e poco meno di nove anni dopo da quel guizzo vincente. «Ricordo ovviamente benissimo quella partita, la gioia per quella rete» – esordisce l’ora allenatore degli Esordienti del Verona – «Fu un gol molto pesante per la classifica, che arrivò a culmine di una prestazione non esattamente esaltante, per usare un eufemismo. Ma eravamo uno squadrone, con tanta qualità. Trovai la zampata.  E vincemmo. E’ il calcio: grandi gioie e immense delusioni. Ma come nella vita, la spunti solo se non molli mai». Quell’anno, come compagno di squadra e di reparto, aveva un certo Massimo Rastelli: «Sono contentissimo per quello che sta facendo ad Avellino, per l’autorevolezza con cui ha vinto il campionato di Prima Divisione e per come ha iniziato quello in Serie B. Ho visto alcuni spezzoni di partita dell’Avellino e che dire: la sensazione che trasmette è quella di una bella squadra; solida, tostissima; capace di imprimere un gran ritmo alle partite e di metterci un’intensità davvero notevole. Massimo (Rastelli ndr) è riuscito a trasmettere ai suoi giocatori quelle che sono state le caratteristiche che, nel corso della carriera, lo hanno reso un calciatore che ha fatto quello che ha fatto. La differenza non la fanno gli schemi, ma come li interpreti: l’Avellino gioca con l’aggressività e la tenacia che Rastelli metteva in campo, da calciatore, in ogni partita. E poi è evidente una cura dei particolari, dei dettagli, che non si smarrisce in una gestione cervellotica: Rastelli, l’Avellino, fanno le cose semplici. E le fanno benissimo». E’ un Ghiardello affascinato dal progetto tecnico di Rastelli quello che continua a parlare, con piacere, dell’Avellino: «Oltre che sull’aggressività, sul ritmo, l’Avellino può fare perno anche su tante individualità importanti in ogni reparto. E’ stato creato un bel mix tra talenti ed elementi di categoria. E poi, che preparazione fisica: se riesci ad esprimerti sempre a mille all’ora è perché dietro c’è un lavoro scrupoloso dal punto di vista fisico». Dieci punti nelle ultime cinque partite. E’ in arrivo la sfida tra due delle squadre più in forma della Serie B: «Attenzione al Cittadella. All’inizio di ogni stagione sembra che siano vittime predestinate alla retrocessione, poi vengono fuori, puntualmente, l’organizzazione della società e la forza della squadra. Dopo un inizio non molto brillante hanno trovato il bandolo della matassa, inanellato  buone prestazioni e cominciato a raccogliere punti. E’ una partita da tripla, perché è a Cittadella. Non sarebbe stato così se si fosse giocato al Partenio». Un dribbling secco al pronostico: «Sono stato bene in entrambe le piazze, spero sia una bella partita» e un saluto finale all’amico Rastelli: «La schiettezza è la sua dote principale. Di ipocrisia, nel mondo del calcio, ce ne è tanta, troppa. Persone come lui, chiare, sincere e competenti sono destinate a far bene. E a fare il bene del calcio».

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