Carpi-Cittadella, Iori: “Il mio gol al Verona nato da uno schema dell’anno scorso. Trasferta emiliana insidiosa”

Carpi-Cittadella, Iori: “Il mio gol al Verona nato da uno schema dell’anno scorso. Trasferta emiliana insidiosa”

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Non è mai stato propriamente un goleador, ma Manuel Iori con il passare degli anni ci sta prendendo gusto: nell’ultima stagione ha fatto cinque gol, adesso è già a quota quattro in appena 14 gare disputate. Il suo record risale alla stagione 2008-2009, la sua prima in serie B proprio con la maglia del Cittadella, dove riuscì a realizzare sette reti in 41 partite. C’è tutto il tempo per migliorare. «Vedere Iori in zona gol – sottolinea l’interessato – è frutto del lavoro di tutta la squadra. Detto questo, sto davvero vivendo un buon momento, anche fisicamente». Fa parte di uno schema oppure è stata studiata sul campo la sua continua proiezione nell’area avversaria? «È nata l’anno scorso, in Lega Pro. Sulle palle inattiva mi sganciavo e sono riuscito a fare due gol di testa. Sto sfruttando le occasioni che mi capitano, è chiaro che lavoriamo molto sui calci piazzati». Il gol di venerdì poteva sembrare facile vedendolo da fuori. «Invece non è stato così, perché mi sono accorto del pallone che stava arrivando soltanto all’ultimo momento, sono stato bravo a metterci il piede. È stato il là alla nostra rimonta. Stiamo bene, siamo galvanizzati dall’importante e prestigioso successo sul Verona, ma non dobbiamo pensarci più, perché all’orizzonte ci attende un altro impegno gravoso. Il Carpi è appena retrocesso, ha vissuto due anni di grande esaltazione vincendo due campionati di fila e anche in serie A si è ben disimpegnato. Dobbiamo stare molto attenti». È una squadra indigesta da affrontare per il Cittadella. «Ha un modo di giocare che dà fastidio, si difende e riparte, cerca sempre di allungarti sul campo. Il Cittadella si presenterà con grande autostima e vuole continuare a stupire». Senza porsi obiettivi. «Dobbiamo pensare partita dopo partita, non possiamo fare calcoli a lungo termine, non rientra nel nostro modo di pensare». (Da Il Gazzettino)

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