Caso Kouame, Marchetti e Gabrielli: “Non potevamo sapere, noi vittime di questa situazione”

Caso Kouame, Marchetti e Gabrielli: “Non potevamo sapere, noi vittime di questa situazione”

«Il Cittadella non c’entra nulla, tutt’al più siamo le vittime della situazione, ma sono convinto che emergerà anche l’innocenza del ragazzo». Il presidente del Cittadella Andrea Gabrielli commenta così l’indagine della Procura di Prato, da cui emerge che anche l’ivoriano Christian Kouamé potrebbe essere stato fatto venire in Italia dalla società toscana usufruendo di documentazioni false. Sulla stessa lunghezza d’onda il d.g. Stefano Marchetti: «Non sapevamo nulla di questa storia. In mattinata gli agenti della Questura di Padova sono venuti a chiederci la documentazione relativa al trasferimento del giocatore dal Prato al Cittadella, già depositata in Lega, e noi gliel’abbiamo fornita. Personalmente ho visto Christian giocare nella Primavera dell’Inter e sono rimasto subito colpito dalle sue qualità: a suo tempo ho contattato la società nerazzurra, che l’aveva in prestito, e da lì ci siamo rivolti al Prato, figurarsi se potevamo immaginare irregolarità del tipo di quelle su cui si sta indagando, specie considerando che di mezzo c’era un club come l’Inter».
Il Cittadella non rischia nulla, ma resta da valutare la posizione di Kouamé perché in ballo c’è, potenzialmente, il reato di immigrazione clandestina. «Con Christian ho parlato nel pomeriggio. Sono andato a trovarlo nel suo appartamento e stava tranquillamente guardando la tivù. Non sapeva dell’inchiesta e non sa nemmeno nulla delle documentazioni relative al suo arrivo in Italia. Spero proprio non sia toccato dall’indagine, per noi sarebbe un danno non da poco, sia da un punto di vista economico che tecnico, perché ritengo sia un talento che può arrivare in Serie A. Toccafondi? A memoria credo che quella relativa all’acquisto di Kouamé sia stata la prima operazione condotta con lui, ma è una figura che, nel mondo del calcio, conoscono tutti, perché è alla guida del Prato da una vita ed è stato anche consigliere in Lega Pro». (Da Il Mattino)

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