Cittadella-Ascoli, polemica infinita. Ciccoianni: “Venturato pensi a Litteri che poteva rompere una gamba a Bianchi”

Cittadella-Ascoli, polemica infinita. Ciccoianni: “Venturato pensi a Litteri che poteva rompere una gamba a Bianchi”

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Sulla direzione arbitrale di Cittadella-Ascoli ha parlato anche Gianluca Ciccoianni, dirigente e azionista dell’Ascoli: “Ho sentito dire da Marchetti che il calcio è morto, parole davvero grosse… Se la mettiamo così quella partita non si sarebbe neanche dovuta giocare visto che a mio avviso il calcio era morto sul serio a Cesena nello scorso campionato, ricordiamo tutti cosa fece Baracani – sono le parole riportate da picenotime.it – Piuttosto pesante anche la dichiarazione di Venturato sembrava che l’Ascoli dovesse vincere per forza: il tecnico del Cittadella dovrebbe risentirsi più che altro con i suoi giocatori ed in particolare con Litteri che dopo due minuti ha rischiato di rompere una gamba a Bianchi con un intervento da cartellino arancione. Addae, per un fallo che comunque non ha messo a repentaglio l’incolumità di Pazzini, è stato subito espulso alla fine del primo tempo del match con il Verona, se fossi in Venturato mi preoccuperei molto di più dell’atteggiamento troppo aggressivo dei propri calciatori. L’operato dell’arbitro Marinelli è stato fiscale, l’unica decisione che considero eccessiva è stata l’ammonizione per simulazione a Chiaretti dopo un leggero contatto con Bianchi”. E ancora: “Il rigore si poteva dare o non dare, ma di certo il fantasista granata ha molto accentuato la caduta. Alla resa dei conti non ho visto episodi clamorosi in questa partita che giustificano dichiarazioni così forti. il Cittadella ha ricevuto 8 ammonizioni perchè ha calciatori che corrono tanto, entrano sempre e non tirano mai indietro la gamba. Ho avuto modo di vedere la loro partita interna con il Frosinone ed ho notato lo stesso atteggiamento aggressivo con tanti cartellini gialli, per informazioni chiedere all’attaccante ciociaro Dionisi che è stato letteralmente tartassato da Pascali e compagni. Dulcis in fundo la telefonata repentina di Marchetti ad Abodi per lamentarsi, mi viene da rispondere con una battuta: se l’anno scorso, e anche quest’anno in più di un match, avessimo dovuto telefonare ad Abodi per tutti i torti arbitrali subiti ci avrebbe denunciato per stalking”.

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